Ascanio Pacelli e Katia Pedrotti: Testimonial dell’iniziativa benefica “ I raggi del cuore”,

Quando si tratta di dare una mano a chi è meno fortunato di loro, Ascanio Pacelli e Katia Pedrotti non si tirano mai indietro e coinvolgono anche i loro piccoli Matilda e Tancredi. Per questo, quando di recente hanno ricevuto l’invito a partecipare a “I raggi del cuore”, iniziativa legata ai grandi temi della solidarietà e dell’ecologia che ha già coinvolto numerosi vip e personaggi del mondo dello spettacolo, hanno subito accettato di mettersi in sella sulle apposite bici della solidarietà. «Dobbiamo continuare tutti a pedalare e produrre ancora più energia», hanno simpaticamente detto gli ex concorrenti del Grande Fratello, esortando il pubblico di Parco Leonardo a proseguire la loro missione. Fino al 30 novembre, infatti, la galleria del frequentatissimo centro commerciale romano ospiterà quattro biciclette collegate a un dispositivo per produrre energia, dove chiunque potrà continuare a contribuire liberamente pedalando. Al corrispettivo in denaro del valore dell’energia prodotta durante tutto il periodo si aggiungerà uno speciale contributo del Centro Commerciale Parco Leonardo per un totale di 20mila euro, che saranno donati all’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù per supportare l’acquisto di un macchinario TAC per la sede di Palidoro, centro di riferìmento nazionale per la valutazione e la cura delle disabilità gravi in età evolutiva. Siete stati scelti come testimonial deiriniziativa benefica “I raggi del cuore”. Quanto è importante sensibilizzare il pubblico al valore della solidarietà? Ascanio: «È fondamentale. Noi accettiamo, sempre con grande entusiasmo, di impegnarci a fare del bene per aiutare chi è molto meno fortunato di noi. Nel caso specifico di questa iniziativa, poi, l’obiettivo da raggiungere è davvero lodevole, visto che si tratta di raccogliere fondi per l’acquisto di un importante strumento diagnostico per l’ospedale Bambino Gesù di Palidoro». Katia: «Accettiamo sempre con molto piacere quando veniamo chiamati a sposare cause importanti come questa. Trascorrere un pomeriggio in un centro commerciale, alle prese con una simbolica pedalata, circondati dal pubblico che ci vuol bene, è davvero molto stimolante e divertente. E, quando partecipiamo a iniziative come queste, portiamo anche i nostri figli, in maniera tale che capiscano quanto loro siano fortunati rispetto ad altri bambini». «I piccoli gesti contano tanto» Ai vostri figlioletti Matilda e Tancredi spiegate già Pimportanza di aiutare il prossimo? K: «È assolutamente necessario, sin da piccolissimi, educare i propri figli al l’importanza della solidarietà. Mi è stato detto che i bambini si educano bene fino ai sette anni, perché poi vanno da soli. Di conseguenza, cerchiamo di trasmettere loro dei valori autentici, sforzandoci di far capire che, specialmente quando si nasce accompagnati da una buona dose di fortuna, è poi un dovere aiutare chi si trova in difficoltà anche attraverso dei piccoli gesti». A: «Anche per questo motivo, nel momento in cui veniamo invitati a collaborare a una manifestazione benefica, come quest’allegra ed esemplare pedalata de “I raggi del sole”, accettiamo sempre con piacere». ((Hanno un cervello sviluppatissimo» Molti pensano, invece, che la solidarietà vada insegnata ai bambini in età più avanzata, per non rovinare loro rimmagine di un mondo tutto rosa e fiori… K: «Io ritengo che i bambini abbiano un cervello molto sviluppato. Me ne accorgo quotidianamente, ogni volta che mi capita di spiegare qualcosa alla mia piccola Matilda e lei puntualmente la comprende. Quando, ad esempio, guardiamo assieme in televisione i bambini africani che vivono in condizioni drammatiche, visto che spesso non hanno nulla da mangiare, cerco di far riflettere mia figlia sul fatto che, invece, nel suo piatto ci sono tante cose, al contrario di tantissimi suoi coetanei che non posseggono neppure un piatto. E devo riconoscere che lei, ogni volta, recepisce quello che cerco di insegnarle, regalandomi delle enormi soddisfazioni come mamma. Sulla base di questo, ribadisco quanto sia importante cominciare a far capire loro qualcosa del mondo che li circonda e come contribuire a dare una mano a chi si trova in difficoltà, anziché raccontar loro qualcosa che non c’è. Perché i bambini, all’età di Tancredi e Matilda, sono molto più intelligenti e perspicaci di quello che si crede». A: «Penso sia fondamentale dar loro questo tipo di insegnamenti già da adesso, facendo capire quanto siano importanti anche le piccole cose. Spesso, attraverso alcuni messaggi che veicolano il piccolo schermo o alcune persone, sembra che tutto sia dovuto. Ma non è così. E a far capire questo a Matilde e a Tancredi ci pensa soprattutto Katia, che passa molto più tempo con loro, visto che io spesso sono molto impegnato con il lavoro. Una delle mie priorità è quella di far capire ai nostri figli che ogni cosa deve essere guadagnata e sudata, anche quelle più piccole. E Katia la pensa esattamente come me: sono molto felice di avere al mio fianco una moglie bravissima, che è anche una mamma molto valida». «Ci riteniamo persone fortunate» Avete cominciato prestissimo a fare solidarietà… K: «Sì, perché mia madre da diverso tempo ha un’associazione benefica e anche lei, proprio come faccio io con i miei figli, sin da quando ero piccola mi ha spinto a prendermi cura di chi, al contrario della sottoscritta, non era nato airintemo di una famiglia fortunata». A: «Anche io mi sono sempre considerato una persona privilegiata per il solo fatto di non aver mai toccato con mano la vera povertà. Nonostante questo, però, mi sono impegnato tanto per ottenere quello che volevo e, in occasione di ogni raggiungimento di traguardo, ho sempre provato delle sensazioni straordinarie. Le stesse che ho provato ogni volta che ho aiutato qualcuno in difficoltà. Fare solidarietà ti fa stare bene, dà un senso a tutto e ti permette di fare meglio ogni cosa». Da un po’ di tempo stiamo vivendo un periodo storico diffìcilissimo. Se poteste lanciare un messaggio agli italiani più sfiduciati, che cosa direste loro? K: «Intanto consiglierei a tutti di non darsi mai per vinti. Non bisogna mai mollare alla prima difficoltà, ma perseverare verso il proprio obiettivo. Allo stesso tempo, direi loro di reagire, dandosi da fare attraverso delle piccole cose, perché spesso è da queste che poi nascono quelle più grandi. E sono assolutamente convinta di questa cosa, proprio perché spesso ho a che fare con persone alle prese con delle reali difficoltà e mi rendo conto che, se si affrontano i problemi con il giusto spirito, poi è più facile riuscire a superarli». A: «Può sembrare anche banale dirlo, ma ritengo che la scarsa fiducia nei confronti di se stessi o il rinchiudersi in casa di certo non aiuti a superare le eventuali problematiche che attanagliano il nostro Paese. Noi italiani dovremmo tutti quanti dare una grande dimostrazione, al posto di quelli che hanno preso delle decisioni per noi, del fatto che siamo molto più validi rispetto a quello che vorrebbero farci credere. Di conseguenza, il mio consiglio è di cercare di godersi quello che si ha e allo stesso tempo di tirar fuori gli artigli, convinti del fatto che, nonostante tutto, abbiamo tutte le calte in regola per potercela fare».