Antonella Clerici: “Se a 50 anni non sei equilibrata, rischi di essere redicola”

A dispetto delle tante voci che si sono rincorse in questi mesi, Antonella Clerici, tornata alla guida del suo programma prediletto, La prova del cuoco, racconta a  di vivere una stagione all’insegna della serenità e delPequilibrio anche sul fronte privato. E, alla soglia dei cinquantanni, ci svela anche gli ingredienti della sua personalissima ricetta della felicità. A La prova del cuoco ci sono diverse novità… «La nostra trasmissione è in continua evoluzione perché unisce tradizione e innovazione. Quando, 14 anni fa, ho pensato di parlare di cucina in Tv, mi prendevano per matta. Oggi, invece, molte cose sono cambiate. Tanti ragazzi sognano di diventare cuochi, così noi ospitiamo una gara tra Istituti professionali. Naturalmente, anche quest’anno, Anna Moroni sfida le casalinghe e viene giudicata da Federico Quaranta. Poi, ci sono tanti altri amici e rubriche a cui il pubblico è ormai affezionato. E tornato Beppe Bigazzi: ho battagliato per riaverlo. Da La terra dei cuochi mi sono portata Davide Scabin, che è chiamato a giudicare i nuovi cuochi in un talent all’interno del nostro programma». Non hai più come avversaria televisiva la tua amica Rita Dalla Chiesa che chiamavi “la mia adorata dirimpettaia”. Che effetto ti fa? «Mi spiace molto, ma se aveva di fronte a sé nuove opportunità da cogliere, ha fatto la scelta giusta. Le auguro di avere lo stesso straordinario successo avuto con Forum» Al suo posto è arrivata la Palombelli… «Barbara è una bravissima giornalista e sono certa che farà benissimo a Forum, ma dovrà vedersela con la “corazzata Potemkin” de La prova del cuoco. Se Forum è un programma storico della nostra Tv, anche il mio lo è altrettanto». «Insegneremo a non sprecare» In periodo di crisi, vigilerete anche sul carospesa? «Sì, presteremo particolare attenzione a questo aspetto e con Anna Moroni punteremo molto anche sulla cosiddetta cucina del riciclo, imparando a riutilizzare i cibi che avanzano sulle nostre tavole». Lo fai anche a casa tua? «Certo, se c’è una cosa che non sopporto è lo sperpero e lasciare il cibo nel piatto. Piuttosto cucino meno, ma non mi piace buttare le cose da mangiare. Mi dà enormemente fastidio e non tollero che lo faccia nemmeno mia figlia. Le dico sempre che ci sono bambini che non hanno da mangiare, mentre lei è una bimba fortunata ed è bene che se ne ricordi. A casa mia si faceva sempre così». «Maelle sogna di fare la ballerina» Quali sono gli insegnamenti che cerchi quotidianamcntc di trasmettere a ma figlia Maelle? Il rispetto per gli altri: non voglio che diventi come quelle bambine arroganti solo perché sono figlie di un personaggio noto. Maelle ha una dimensione di vita assolutamente uguale a quella di tutti i suoi coetanei. Infatti, la mia è una vita semplicissima e, forse, proprio per questo mi sorprendo se quando vado al supermercato creo un po’ di trambusto». Come mamma, che voto ti daresti? «Devo essere sincera: credevo che sarei stata apprensiva. Mi immaginavo una mamma un po’ anzianotta sempre in ansia per la figlia. Al contrario, mia sorella, che è psicoterapeuta, mi dice sempre che sono brava con la bimba perché non la tormento con le mille paure che tutti noi genitori abbiamo. Credo che anche lei debba fare le sue esperienze: se commetterà un piccolo errore, imparerà da quello e la prossima volta non lo farà più». Che passioni ha? «È una bimba molto sveglia, ha quattro anni, ma è già altissima e ne dimostra almeno sette. Adora ballare e appena toma a casa accende la musica. Come tante bambine, da grande sogna di fare la ballerina». Sul fronte privato, che momento stai vivendo? «Sono molto serena. Basta con questo gossip e questo chiacchiericcio che mi hanno attanagliata per tutta l’estate! Della mia vita si è parlato fin troppo e secondo me è giusto che ora ci sia un po’ di silenzio. Senza ogni volta dover dire “sì”, “no”, “c’è”, perché non ha nessun senso. Adesso è giusto stare un po’ tranquilli». Quali sono gli ingredienti di questa tua nuova ricetta della felicità? «Ho imparato che la felicità dura un attimo. Quello che è veramente im- | portante è trovare, invece, il proprio equilibrio, qualunque esso sia. È questa la mia ricetta. Come in cucina se c’è troppo sale non va bene e se c’è troppo pepe è esagerato, allo stesso modo succede nella vita. A venti e trent’anni puoi anche essere “disequilibrata”, quando arrivi alle soglia dei cinquanta, invece, è fondamentale trovare un proprio equilibrio, altrimenti rischi di diventare ridicola. Ed è la cosa peggiore che possa accadere».