Antonella Clerici riprende il timone di Ti lascio una canzone e, come sempre se la dovrà vedere con C’è posta per te della De Filippi

Con l’entusiasmo che l’ha sempre contraddistinta, Antonella Clerici è pronta a tornare al timone di Ti lascio una canzone, in onda in prima serata, su Raiuno, a partire dal prossimo 1 febbraio. Anche quest’anno la sfida televisiva del sabato sera pone di fronte due beniamine del piccolo schermo, due fuoriclasse del tubo catodico amate dal pubblico per la loro contagiosa carica umana: Antonella Clerici, per l’appunto, e Maria De Filippi, al timone di C’è posta per te su Canale 5. Rivali in Tv ma, forse, ancora per poco tempo vista la “pazza idea” che la bella Antonella lancia dalle pagine del nostro settimanale all’amica Maria. «Ci sarà un ritorno al varietà» Con quali emozioni affronti la nuova stagione di Ti lascio una canzone? «Dopo sette anni, mi sorprendo e mi emoziono come il primo giorno di fronte al talento dei nostri bambini. Sono così bravi che non riesco a immaginare dove puntualmente riesca a scovarli il maestro De Amicis. Sono dei talenti straordinari e sono certa che il pubblico la penserà come me dopo averli ascoltati». Quali novità avete apportato al format? «Non abbiamo mai fatto una gara tra bambini, ma lo scorso anno avevamo virato verso il talent. In questa nuova edizione, invece, contrapporremo esclusivamente le canzoni, specie quelle che pur avendo un significato affine appartengono a due mondi diversi. Faccio un esempio: vedremo sfidarsi Perdono di Caterina Caselli e Perdono di Tiziano Ferro. Racconteremo la storia di queste canzoni, riallacciandoci proprio al significato originario della nostra trasmissione, che è quello di lasciare alle giovani generazioni un piccolo patrimonio fatto dai brani che hanno segnato la storia della nostra musica leggera. Ci sarà anche un interessante ritorno al varietà». In che modo? «Vestiremo i brani con momenti di spettacolo e sketch, coinvolgendo i giurati e gli ospiti che avremo ogni sabato. Io, invece, mi cimenterò, di volta in volta, con un musical favolistico in chiave moderna, ripercorrendo Pinocchio, Cenerentola e Biancaneve, per citarne alcuni. Una virata,verso il varietà che mi piace molto, a maggior ragione perché festeggiamo in questo periodo i sessant’anni della Rai». «Riproponevo Mina e la Vanoni» Nonostante il ballo e il canto non siano proprio le tue specialità, sei un’artista che non si tira mai indietro quando si tratta di presentarsi in nuove vesti anche in quelle più insolite… «Lo faccio con grande ironia, e per far ridere i bambini. Sia quelli in trasmissione, sia quelli che ci seguono da casa. È un modo per mettermi in gioco e l’atmosfera scanzonata che si respira da noi in trasmissione non mi fa sentire ridicola». I programmi che hanno per protagonisti i bambini sono spesso il bersaglio preferito dei critici. Tu, però, in tutti questi anni, hai sempre mantenuto un atteggiamento materno, protettivo e rassicurante nei confronti delle tue baby ugole d’oro. «Spesso al pomeriggio, e per di più in fascia protetta, vediamo e ascoltiamo di tutto in Tv e, anche per questo motivo, sono convinta che Ti lascio una canzone sia uno dei programmi più puliti della nostra televisione. Si tratta, in fin dei conti, di piccoli che cantano le canzoni dei grandi: come facevo anch’io con il mio bel giradischi quando cantavo Mina e la Vanoni, che a mia madre piacevano tanto. Ecco perché, molte critiche le ho trovate sempre assolutamente pretestuose. Sono mamma, faccio questo lavoro da tanti anni, e per questo ho sempre avuto un atteggiamento di grande attenzione nei confronti dei nostri bimbi. Non a caso non appena ho intuito che il meccanismo dei voti ai bambini potesse creare loro qualche problema, ho deciso immediatamente e senza problemi di eliminarlo». La grande new entry della tua giuria è rappresentata da Fabrizio Frizzi. Che cosa ti ha spinto a volerlo in trasmissione? «E una persona perbene, un gran professionista e ho sempre avuto ammirazione per lui. “Chi si somiglia, si piglia”, si dice. E noi ci somigliamo! Fabrizio è perfetto per la nostra giuria: è un conduttore, ma è anche uno cresciuto a pane e musica. È diventato papà di recente e la sua straordinaria sensibilità, ora che è genitore, è ancora più evidente. Per questo motivo sono felicissima di averlo al mio fianco. A me piace fare Tv in armonia e divertimento, sono una che, come direbbe il mio amico Paolo Bonolis… “Crea e dispensa serenità”». «Maelle viene alle prove con me» Anche la tua piccola Maelle segue Ti lascio una canzone? «Adora questo programma e la porto spesso alle prove con me. Dopo la diretta, tenta ogni volta di aspettarmi a casa sveglia per commentare insieme la puntata». Anche quest’anno ti aspetta una sfida impegnativa con Maria De Filippi e il suo C’è posta per te. Con quale spirito affronti questo “duello”? «Ormai è una costante. L’importante per me è portare a casa un buon prodotto, fare bella figura e non perdere in modo disonorevole. Maria è bravissima, fa bene il suo lavoro e tra noi c’è un rapporto di assoluta lealtà. E pure di amicizia, anche se ci vediamo poco. Sono convinta che se in Tv occorre confrontarsi con degli avversari, è meglio farlo con qualcuno di tutto rispetto, che stimi e a cui vuoi bene. Come nel nostro caso. Poi chi vince, vince. Spero magari una volta io, una volta lei». «I miei difetti non li nascondo» Tempo fa hai detto che ti piacerebbe tornare a condurre il Festival di Sanremo in coppia con una donna. Facciamo un po’ di fanta- Tv: la De Filippi potrebbe essere quella giusta? «A Maria ho detto tante volte: “Perché non facciamo un Sanremo insieme?”. Poi certo è pur vero che lei è molto legata a Mediaset e dice che Sanremo non è nelle sue corde. A me piacerebbe farlo anche con Laura Pausini che ha una storia legata proprio a Sanremo ed è un’artista diversa da me. Insomma ho un I ottimo rapporto con le donne e con quelle che stimo lavorerei di corsa». Hai un rapporto speciale, però, anche con le donne, intese come telespettatrici. «È vero e credo dipenda dal fatto che percepiscano che sono genuina come mi vedono in Tv. Per esempio, quando ho partorito non sono tornata in forma subito, e non mi preoccupo di mostrare i miei difetti in costume da bagno. Sono una donna normalissima, con la sua età: una “burrosissima” che non ha mai pensato di cambiarsi. Lascio gli atteggiamenti divistici a chi ha più voglia di me di andare in palestra (ride, ndr). Cerco di tenermi in forma, perché è giusto così e perché faccio un lavoro che lo richiede, ma la mia vita è stata sempre soprattutto altro: studio, lettura, applicazione. E lo consiglio sempre alle ragazze, altrimenti si resta sempre di serie b». Hai da poco compiuto cinquant’anni: che stagione di vita è questa per te? «L’ingrediente fondamentale di questo periodo della mia vita è la serenità. A trent’anni si è in ansia per tutto, lavoro in primis; a quaranta devi avere già delle certezze; a cinquanta la cosa più importante è proprio la serenità. Se a quest’età sei ancora a rincorrere miti, rischi di essere ridicola. Devi avere un equilibrio, la consapevolezza della tua età e viverla in armonia con gli altri, senza smanie particolari».