Antonella Clerici: Donna e Mamma a confronto

go to site By on 28 luglio 2013
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how should i write my college application essay Breve ma doverosa (per la cronaca) premessa: la conversazione che segue si svolge, al telefono, con una dolce colonna sonora di sottofondo. La piccola Maelle gioca con i Lego insieme a mamma Antonella. Stanno facendo una torre? Un castello? Chissà… fatto sta che a un certo punto qualcosa crolla e lei strepita e vuole l’attenzione tutta per sé. È naturale, siamo genitori, lo sappiamo. Non gliela porteremo via per troppo tempo, mamma Antonella. Una Clerici radiosa e in vacanza con la quale chiacchierare un po’ non sulle donne in astratto, ma toccando vari punti nevralgici della quotidianità, come mamma, donna, personaggio pubblico molto amato. Antonella, il tema ci sta a cuore e lo mettiamo per primo, perché ogni tanto affiora la questione delle pari opportunità, di un Ministero che avrebbe dovuto tutelare alcuni diritti fondamentali, non solo delle donne, che sono peraltro state confinate in una specie di riserva di quote rosa e comunque ghettizzate. Che cosa sta succedendo? Ministero delle pari opportunità? Quote rosa? Ma perché? Sarà una vera rivoluzione quando non esisterà più tutto questo, solo l’idea mi fa ancora inorridire. Sono contraria ad evidenziare le disparità, sono per la riconoscibilità di tutti i diritti e le differenze, che non possono non essere ricchezza culturale di ogni Paese civile. Ne abbiamo parecchia di strada, da fare, in termini di civiltà, vero? Quello che davvero mi fa paura è il femminicidio, in un mondo in cui dovremmo essere avanti e, invece, ci ritroviamo a fare i conti con una situazione tremendamente retrograda; in un mondo in cui donne di qualsiasi retroterra sociale, donne con figli, donne mogli, donne, devono sopportare mille soprusi. E parlo dalla posizione di una generazione che ha ancora a che fare con retaggi ancestrali, che vedono le donne ‘portate’ a sopportare, in certi casi perfino a giustificare violenze più o meno manifeste. Se un uomo… Io non accetterei mai una sberla da un uomo, ma purtroppo questo è il ‘mito’ negativo in cui siamo cresciuti tutti finora. Adesso sono in aumento anche le azioni di tipo persecutorio. Infatti mi preoccupa molto il fenomeno dello stalking. Pensate a quella donna minacciata, vessata, umiliata, perseguitata per 6 anni e infine uccisa, pochi giorni fa. E lo Stato, la magistratura, non può ancora fare nulla per prevenire crimini di questo genere. Io dico che siamo alla follia. Che cosa bisogna fare? Non serve un ministero, serve una legge che tuteli ad hoc ogni donna. Viviamo ormai ciamo nei loro confronti dovrebbe essere soprattutto mirata a favore dell’educazione, per sconfiggere l’ignoranza. È un grave dramma. La cultura è una parola che fa paura… La cultura è possibilità di ribellarsi, quindi i più forti, per mantenere il controllo e il potere, sanno che devono manipolare questa situazione, anche brutalmente.

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http://commfire.org/?q=research-papers-on-serial-killers Pagine: 1 2 3

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