Anticipazioni Tempasta d’Amore: Sebastian avra una relazione con una donna perfida

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here Ci sono attori che nascono per interpretare i “cattivi”. Altri, invece, cattivi ci diventano con l’esperienza e lo studio. È il caso di Kai Albrecht, uno dei ¡ protagonisti principali di Tempesta d’Amore, la soap opera tedesca di maggior successo in Europa. Nella decima stagione, in partenza il 20 dicembre su Rete 4, il suo personaggio Sebastian Wegener svelerà tutto il peggio di sé, dimostrando la bravura di Kai a immedesimarsi in un ruolo lontano anni luce dalla sua reale personalità. Amante della musica e delle automobi li d’epoca, l’attore nato a Friburgo si definisce infatti un buono di natura. Un vero e proprio pesce fuor d’acqua nell’oceano burrascoso dell’albergo Furstenhof, dove la serie è ambientata, in cui amori e tradimenti si mescolano senza sosta agli intrighi più misteriosi. Per interpretare Sebastian, afflitto da una rara malattia degenerativa che lo spinge ad agire senza al I cuno scrupolo morale, Kai è sceso fin nelle profondità de personaggio, andando alla (ricerca delle motivazioni alla base della sua spregiudicatezza. Kai, quali eventi sono alla base dell’escalation di ; malvagità del personaggio j di Sebastian Wegener? «La sua fidanzata, Sophie | Stahl (Jennifer Newrkla ndr), viene investita e uccisa volontariamente da Patrizia Dietrich (Nadine Warmuth), che poi diventerà la sua amante. Sfruttando l’incredibile somiglianza tra Sophie e la sorella Julia Wegener, Sebastian la convince a prenderne l’identità con l’obiettivo di spingere il ricco padre di Sophie a pagare le cure di cui ha bisogno. Sebastian, infatti, soffre di una malattia degenerativa che peggiora di giorno in giorno».

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http://www.kmfri.co.ke/?online-tutoring-help Quanto è distante questo personaggio da te? «Abbastanza. Io mi ritengo una persona buona e non farei mai una cosa del genere. Però, più che dare un giudizio in termini di buono o cattivo, ho cercato di comprendere a fondo le motivazioni che portano Sebastian ad agire in questo modo. Così, ho capito che in lui scatta un istinto di sopravvivenza che, in qualche modo, relativizza la sua cattiveria. Lui, infatti, non penserebbe mai di essere malvagio. Di simile noi due abbiamo soltanto la grande determinazione nel perseguire i nostri obiettivi». È la prima volta che ti capita di interpretare un personaggio così complesso e ambiguo? «No, mi era già capitato di ricoprire ruoli altrettanto complicati a teatro. Il lato più affascinante di Sebastian è il suo essere estremamente sfuggente e incostante». Come hai affrontato la sfida di portare in scena un tema così delicato come la malattia? «La scelta della produzione è stata di non mostrare i sintomi della malattia degenerativa di Sebastian durante le scene, se non in alcuni casi isolati, come quando ha i crampi o deve prendere le medicine. La vera sfida è stata far percepire al pubblico l’incombenza della patologia introducendola solo a parole. Un’ulteriore difficoltà è il fatto che questa malattia è completamente inventata, quindi non ho potuto ispirarmi a casi reali documentati». Non dev’essere stato facile nemmeno calarsi in un rapporto così ambiguo come quello fra Sebastian e Patrizia: lei ha ucciso la sua fidanzata, eppure i due amoreggiano… Come ci sei riuscito? «La soluzione l’ho trovata nel carattere del personaggio. Sebastian è un ragazzo con grandi problemi emotivi e non riesce ad avercela con lei. Anche perché la scelta di fidanzarsi con Sophie è stata dettata dalla possibilità di accedere alla fortuna di famiglia. Il feeling che nasce fra loro due si basa sulla conoscenza dei reciproci segreti: lui sa che lei è un’assassina, lei sa che lui ha convinto la sorella a fingersi Sophie».

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http://www.aroundlife.net/assignment-assistance/ Che rapporto hai stretto sul set con Nadine Warmuth, l’attrice che interpreta Patrizia? «Lavorare in una serie televisiva, in cui sei sul set cinque giorni a settimana, ha inevitabilmente degli “effetti collaterali”. Tra cui, il legame particolare che si crea fra alcuni attori. 10 e Nadine, per esigenze di copione, abbiamo dovuto entrare in intimità e restare dentro la parte a lungo. Il segreto è avere una fidanzata paziente…». E tu ce l’hai, una fidanzata paziente? «Per fortuna sì! Si chiama Milena, ha trent’anni e fa la fotografa. Purtroppo, io lavoro a Monaco e lei vive a Berlino. Per cui possiamo vederci sólo i fine settimana. Per Natale, però, ci faremo 11 regalo più bello: lo passeremo insieme, anche con le nostre rispettive famiglie. E poi andremo in montagna da soli per Capodanno». Secondo te, perché Tempesta d’Amore ha avuto e sta avendo così successo in Italia? «Conosco poco la televisione italiana per darvi una risposta attendibile. Senza dubbio, se mai dovessi scoprirne il motivo, non ve lo direi e co- mincerei a fare il produttore! Ironie a parte, conosco meglio l’Italia come turista». Ti è capitato spesso di visitarla? «Sì, fin da ragazzino i miei genitori mi hanno portato a scoprire le meraviglie del vostro Paese. Ho visitato quasi tutte le Regioni, Sardegna compresa». Se non avessi fatto l’attore, che mestiere ti sarebbe piaciuto svolgere? «Sono un grande appassionato di musica, suono la chitarra. Magari avrei tentato la strada musicale…». Oltre a Tv e teatro, ti piacerebbe anche lavorare nel mondo del cinema? «Non ho mai visto il cinema come un traguardo da raggiungere, diversamente da certi colleghi. Il mio vero obiettivo è interpretare ruoli sempre diversi che mi regalino grandi stimoli, a prescindere dall’ambito. E poi lavoro tanto come speaker, soprattutto nel campo degli audiolibri».

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