Anticipazioni Quarto Grado: Guerrina Piscaglia, era innamorata del parroco?

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Non credo che Guerrina si sia allontanata volontariamente da casa. È un’ipotesi che non sta in piedi. Non ha mai cercato di mettersi in contatto con il figlio Lorenzo con il quale ha un forte legame. Lorenzo è un ragazzo disabile di 22 anni che ha bisogno di assistenza continua e tra loro c’è un rapporto quasi simbiotico. Dal momento che le indagini e le ricerche iniziali non portavano a niente, dopo quasi quattro mesi dalla sua scomparsa, mi sono data da fare perché uscisse la notizia attraverso giornali e televisione. L’ho fatto per tenere alta l’attenzione su questa vicenda, perché si continuasse a cercarla e non si pensasse a una fuga volontaria. Visto come si sta muovendo la procura penso che non ci sia più nessuno che, al momento, possa pensare che quello di Guerrina sia un allontanamento volontario”. A parlare è l’avvocato Francesca Faggiotto che segue il caso di Guerrina Piscaglia, 50 anni, originaria di No- vafeltria (Rimini), scomparsa misteriosamente, il Io maggio di quest’anno, da Ca’ Raffaello frazione di Badia Tedalda, un paesino di circa 1.200 abitanti, nella provincia di Arezzo, al confine tra le Marche e la Romagna. Una vicenda inquietante che getta una luce sinistra su questo piccolo borgo tra gli Appennini dove si conoscono tutti per nome. Soprattutto perché al momento Tunico indagato è un religioso originario del Congo, padre Gratien Alabi, 45 anni parroco del paese con il quale Guerrina e il marito Mirko Alessandrini avevano uno stretto rapporto.

Ma ripercorriamo i fatti dall’inizio. Il giorno della sua scomparsa Guerrina Piscaglia era andata dalla suocera per farsi fare la tinta ai capelli e, dopo aver fatto qualche commissione in paese, era tornata da lei per pranzare con i famigliari e il marito Mirko. Successivamente marito e moglie erano tornati a casa: l’uomo che aiutava spesso don Gratien doveva lavare la macchina del sacerdote mentre Guerrina aveva detto al marito che sarebbe andata a fare una passeggiata. L’ultima persona a vedere la donna è stata proprio la suocera. L’ha vista mentre si dirigeva verso la chiesa del paese. Dichiarerà in seguito agli inquirenti la suocera: «Era pettinata, truccata e vestita in modo più elegante rispetto al solito». Visto che Guerrina aveva uno stretto rapporto con il suo parroco le indagini si sono rivolte subito in canonica. Ce voluto poco, controllando il suo telefono, a scoprire che c era un assiduo traffico di telefonate e messaggi tra Guerrina e padre Gratien. Si parla addirittura di 4.000 contatti in pochi mesi, tra messaggi e chiamate. In particolare anche quella mattina il parroco e la donna si erano scambiati sms e telefonate a ripetizione e proprio l’interruzione improvvisa di questo traffico alle 13.45 del Io maggio ha gettato i primi sospetti sul religioso. Tanto che il sostituto procuratore Marco Dioni, dopo oltre sei ore di interrogatorio, ha iscritto il religioso nel registro degli indagati con un’accusa gravissima: sequestro di persona. Un rapporto ambiguo quello tra Guerrina e il prete del paese che oggi il marito Mirko, visto quanto sta emergendo, legge e interpreta diversamente rispetto al passato. Ha detto infatti l’uomo: «Eravamo spesso in canonica, quasi una volta al giorno: a volte mi mandavano a comprare la birra e rimanevano da soli a chiacchierare. Spesso mia moglie mi chiedeva di restare a dormire in canonica ma io le dicevo che non mi sembrava il caso e le domandavo se per caso non si fosse innamorata di padre Gratien. Lei però, ha sempre imagenegato dicendomi che dopo ventanni di matrimonio non mi avrebbe mai fatto una cosa simile. Adesso non so cosa pensare».

QUALCUNO HA USATO IL SUO CELLULARE A complicare ulteriormente le indagini e a gettare una luce sinistra su tutta la vicenda è il clamoroso retroscena, finora tenuto nascosto dagli inquirenti, di alcuni messaggi inviati dal cellulare di Guerrina alla suocera nei giorni successivi alla scomparsa. Dal momento che sembra altamente improbabile che Guerrina potesse essere ancora in paese senza che nessuno la notasse, viene da porsi un dubbio inquietante:qualcuno ha usato il cellulare di Guerrina al posto suo? E se davvero fosse così come ne è entrato in possesso? Nessuna pista viene trascurata. I Ris dei carabinieri di Roma hanno effettuato anche approfonditi controlli nella parrocchia e nell’edificio adiacente, utilizzando il lumi- nol, la sostanza chimica che permette di rilevare tracce di sangue, e l’auto del prete, una monovolume grigia, è stata sequestrata per essere esaminata. Lunedì 15 settembre, assistito dal suo legale Luca Fanfani, don Alabi si è presentato davanti agli inquirenti ma ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere. L’unica cosa che avrebbe detto è che forse Guerrina poteva essersi innamorata di lui ma che da parte sua il sentimento non era corrisposto. Durante le ricerche nella canonica di Ca’ Raffaello, dove il prete congolese ha vissuto, sono state trovate tracce biologiche che potrebbero essere di sangue (ma si aspetta la conferma del laboratorio), è stata sequestrata una coperta per essere analizzata e sono stati trovati alcuni braccialetti in una valigia che forse appartiene a padre Gratien. Sono di Guerrina? Nei prossimi giorni saranno utilizzati cani molecolari. Potrebbe esserci una svolta nelle indagini e forse verrà aperto un fascicolo addirittura per omicidio.