Anticipazioni Il segreto Parla Iago garcia, l’interprete del perfido Olmo Mesía

Occhio ai cattivi. Spesso attraggono più dei belli e bravi. Succede anche a Iago Garcia, l’interprete di Olmo Mesía nella telenovela «Il Segreto». Il suo personaggio è quello che fa di tutto per far fuori, metaforicamente e no, i protagonisti Pepa e Tristan (interpretati da Megan Montaner e Alex Gadea). Eppure piace, piace tanto da contendere il cuore delle fan all’amatissimo Gadea. «I cattivi piacciono sempre» sottolinea Iago. «Il pubblico non sa mai che cos’hanno in testa e da loro ci si può aspettare di tutto». E a lei piace Olmo? «Direi di sì. Non lo vorrei come amico, ma è inutile negare che abbia una personalità carismatica. Affascinano soprattutto la sua ambivalenza e il suo lato oscuro». Ha lasciato «Il segreto» alla fine del 2013, dopo la terza serie. Che programmi ha? «Dopo la telenovela ho recitato in teatro, e ora sto lavorando a diversi progetti. Visto che anche in Italia avete cominciato a conoscermi, sto facendo alcuni provini: mi piace il vostro Paese, e spero di poterci lavorare presto. Chissà, magari è un segno del destino il fatto che in questi giorni sia in tournée in Spagna con una pièce olmo-e-un-nuovo-personaggio-della-serieche si intitola “Roma”. È la storia di una coppia che va nello stesso hotel dove 20 anni prima è scoppiata la passione. Li seguiamo quando sono giovani, coi loro sogni, e contemporaneamente li vediamo invecchiati a tirare i bilanci della loro esistenza insieme». Lei è fidanzato? «No. Ho avuto una compagna per sette anni, un’attrice che ho conosciuto quando frequentavo l’Accademia. Oggi invece sono single e felice di esserlo». Com’è diventato attore? «Recitavo già alle scuole superiori ma senza immaginare che sarebbe diventato il mio lavoro. La scintilla è scattata durante un soggiorno a Londra». Ci racconta com’è andata? «Mi mantenevo facendo saltuariamente il cameriere in un hotel. C’erano settimane in cui ero impegnato fino a 16 ore al giorno, e altre in cui non facevo nulla e non avevo un soldo in tasca. Capitava che passassi ore e ore nella più totale indolenza. In altri momenti invece davo libero sfogo alle mie inquietudini artistiche: leggevo poesie, scrivevo fino a notte fonda, recitavo scene di film che avevo visto da poco. In uno di questi momenti “creativi” ho capito che avrei potuto approfondire la mia passione. Quando sono tornato in Spagna, sono entrato all’Accademia d’arte drammatica e da lì ho iniziato la mia carriera. Ho lavorato soprattutto in teatro, ma anche in diverse fiction televisive». È tempo di vacanze. Dove le trascorrerà? «Ho una piccola casa in montagna, vicino a un lago e nei pressi di un bosco. Mi piace vivere in maniera semplice, lontano dai condizionamenti della città». Tornando alla cattiveria di Olmo, cosa fa arrabbiare lei nella vita? «L’ingiustizia» E cosa la emoziona? «L’arte, l’amore, le persone che compiono gesti nobili». Qual è stata la cosa più cattiva che ha fatto? «Forse in passato, quando ero in difficoltà economiche ho fatto qualche stupidaggine, tipo rubare una bottiglia di vino all’hotel dove facevo il cameriere. Roba da dilettanti, rispetto a Olmo!».