Anticipazioni II peccato e la vergogna 2, Valerio Morigi: «Sono “piccolino” di statura e ho un altro impatto sul pubblico»

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Ragazzo violento in Romanzo Criminale, boss mafioso in Baciamo le mani,  malvivente vendicativo che ! entra ed esce dal carcere in  L ’onore e il rispetto. Se si j guarda alla carriera di Valerio Morigi, è diffìcile non  farsi di lui l’immagine di un attore che si trova a suo agio  nei panni del classico “catti vo” di turno. Sarà un prete in ) Il restauratore 2 Ma, come ci insegna la formosa Jessica Rabbit nel film ; del 1988 Chi ha incastrato Roger Rabbit?, spesso chi ci appare malvagio non lo è davvero, è solo che lo dipingono così… Ne è la prova la sua interpretazione più che credibile di Michele, il delicato stilista della famiglia Fontamara che appare nella seconda stagione de II peccato e la vergogna, serie in onda su Canale 5 con Gabriel Garko e Manuela Arcuri. Timido e gentile, Michele è il disegnatore della collezione del sarto Cencelli e finisce per diventare una pedina nei giochi di potere di Giulio Fontamara (Christopher Leoni, ndr), che sfrutterà la sua omosessualità per dei beceri scopi. Interpretare il ruolo di un buono è per l’attore romano una svolta importante, che arriva in un momento sereno anche nella vita privata. Infatti, Valerio è da poco diventato papà, e sta progettando il matrimonio con la fidanzata. Insomma, tolti i panni del “truce”, Morigi si appresta a mettere in mostra il suo lato più umano, interpretando personaggi nuovi di zecca come, fra gli altri, il prete Don Mauro nella serie Tv di Raiuno II restauratore 2 con Lando Buzzanca. «Tra pochi mesi andrò a nozze» Valerio, possiamo annunciare ufficialmente la fine del tuo ‘iato oscuro”? «Partiamo dal presupposto che un bravo attore deve essere in grado di recitare in qualsiasi ruolo. Detto ciò, non nego che questo cambio radicale di prospettiva mi abbia intrigato parecchio, dopo tanti personaggi negativi. Anche perché, chi mi conosce fuori dal set e dal palcoscenico, sa che sono una persona completamente diversa dai personaggi violenti e truci che ho interpretato finora». Cioè, come sei? «Buono, umile e ho i piedi ben piantati a terra. Da un anno sono anche papà di un fantastico bambino, Pietro, e fra pochi mesi mi sposerò con la mia compagna Sara. È un periodo particolare per me, sento di emanare energie positive. Probabilmente non è un caso che mi abbiano proposto di interpretare Michele proprio in questo momento. Anche i miei prossimi personaggi saranno tutti positivi». Sei umile, ma non certo modesto: ti sei definito un attore “bravissimo”… «Umiltà e modestia sono due concetti diversi. Se sai di essere bravo in ciò che fai non devi aver paura di dirlo, sempre restando consapevole Idei tuoi limiti e cercando di superarli ogni giorno. Come diceva il grande Michael Caine, “chi nasce attore resta un attore dalla culla fino alla 1 ? tomba”». Michele è omosessuale. Hai trovato particolari difficoltà a far emergere questo aspetto della sua personalità? «Mi era già capitato di interpretare un personaggio omosessuale a teatro qualche anno fa. Mi sono avvicinato al ruolo di Michele nel modo in cui mi rapporto a un qualsiasi personaggio eterosessuale. Però, mi ha molto affascinato indagare la mia parte più femminile, più dolce, quella che si sente spinta senza sosta a ricercare l’amore». «Ho tanti amici omosessuali» Pensi che le coppie gay, come quelle eterosessuali, abbiano il diritto di sposarsi e di adottare anche dei bambini? «Ho tanti amici omosessuali. Credo che sul fatto di riconoscere alle coppie gay gli stessi diritti di quelle etero non ci sia neanche da discutere. Invece, l’adozione dei bambini è una questione un po’ più delicata. Penso, però, che una persona che si senta pronta a crescere un figlio debba avere sempre il diritto di farlo, a prescindere dalle ; preferenze sessuali. Ci sono tanti eterosessuali che si rivelano genitori disastrosi». Michele diventa vittima dei giochi di potere di Giulio. Ti è mai capitato di trovarti in una situazione del genere? «A dire il vero no perché, diversamente dal mio personaggio, ho un carattere molto deciso e difficilmente mi faccio mettere i piedi in testa. Certo, a volte chi fa il mio lavoro deve ingoiare qualche rospo. Vi racconto un aneddoto: mi trovavo al Piccolo Teatro di Milano, un ragazzo poco più giovane di me ha superato la fila con nonchalance ed è stato ricevuto senza che nessuno dicesse nulla. Ovviamente ha avuto la parte: doveva andare così». A proposito di giovani: che cosa pensi degli attori che ottengono un ruolo solo per aver partecipato a un reality show? «Non sono mai stato snob rispetto a questo argomento. Non mi dà fastidio, anche perché l’approccio al lavoro di attore dipende soprattutto dalla propria personalità e non dal mondo da cui si proviene. Però, sono convinto I che un attore non possa fare a meno dello studio». Molti ti considerano un (sex symbol, come Raoul Bova o Gabriel Garko. Ti ” trovi in questa definizione? «Direi proprio di no. Parliamo di bellezze totalmente diverse dalla mia. Loro sono fisicamente prestanti, io, invece, sono piccolino. Quindi, sul pubblico e sui fan, ho un altro tipo di impatto! ».