Anticipazioni Don Matteo 9: Tremate Zanasi è vivo e vegeto e adesso sta pianificando…. una spietata vendetta

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Perfido per fiction, padre e marito modello in privato. Renato Raimo, noto al grande pubblico nel ruolo di Mauro Zanasi in CentoVetrine, è tra gli interpreti di Don Matteo 9: lo vedremo nella puntata in onda giovedì 27 febbraio, in prima serata su Raiuno. Renato, che emozioni hai provato a recitare nella serie che narra le imprese del prete detective più famoso della televisione? «È stato un vero piacere. Per me si tratta di un ritorno: avevo già preso parte alla quinta stagione della serie Don Matteo. Finalmente, questa volta non ho un ruolo da cattivo. Però, non posso anticiparvi di più…». «All’inizio non mi volevano, poi…» Come ti sei trovato al fianco di Terence Hill? «Benissimo: è emozionante lavorare con un grande come lui. È un attore serio, professionale e prodigo di consigli. Il mito della mia adolescenza. Ricordo che, da piccolo, andavo in vacanza nel paese di mio padre ed ero un frequentatore assiduo del cinema all’aperto, perché davano spesso Lo chiamavano Trinità con Hill e Bud Spencer. Spero che, in futuro, mi si presentino altre occasioni di recitare insieme a lui». La tua popolarità è legata a CentoVetrine: com’è iniziata la tua avventura nella soap di Canale 5? «Avevo sostenuto il provino per il ruolo di Sebastian (interpretato da Michele D’Anca, ndr), ma i produttori dissero che sembravo troppo giovane per la parte. Dopo un anno, però, sono stato ri-contattato per Mauro Zanasi. È stato un bene: interpretando questo personaggio mi sono divertito e ho lasciato il segno negli spettatori. Infatti, anche se sono fuori dalla soap da aprile dello scorso anno, il pubblico continua a manifestarmi il suo affetto». Il perfido Mauro Zanasi ha appassionato per due ¡ stagioni i telespettatori di CentoVetrine. Qual è il suo segreto? «Piace perché, anche se perfido, è coerente con se stesso. Zanasi è un uomo d’affari cinico e affascinante, un ricattatore pronto a sedurre e a uccidere. Inoltre, riesce a far emergere il lato oscuro delle sue vittime, mettendo in evidenza le loro debolezze. E se ne compiace. È stata una bella sfida professionale interpretare un personaggio così diverso da me». Toglici una curiosità: Mauro Zanasi è vivo oppure morto? «È vivo e vegeto. Certo, Damiano (Jgor Barbazza, ndr), in preda a una reazione incontrollata, lo ha fatto finire in ospedale. Ma Zanasi è uscito di scena integro. Ora ! me lo immagino su un’isola sperduta mentre pianifica la sua vendetta. Mauro è maturato strada facendo, ha rotto degli equilibri ed è giusto che ora stia un po’ a riposo. Però, spero di tornare in scena quanto prima! Mi manca il clima di familiarità che si respira sul set». Che cosa consiglieresti a un giovane che desidera avere fortuna nella recitazione? Gli ricorderei che un attore ottiene successo solo se riesce a essere credibile e a regalare emozioni al pubblico. Per farlo, deve fare tanta esperienza. Tutto il resto è business. Le strade brevi non portano alla notorietà». «Firmo autografi ai miei studenti» Sappiamo che sei protagonista di una fiction in Polonia: ce ne parli? «Si intitola Tutto davanti a noi ed è ambientata tra Milano, il lago di Como, Varsavia e Cracovia. Il mio personaggio, un imprenditore nel settore della moda, è sposato con una donna polacca. E, a causa della gelosia, finisce per inseguirla nel suo Paese. Ora sta terminando la prima serie, se faranno la seconda lavrò un contratto per altri I due anni». In Italia, a parte Don Matteo 9, dove ti vedremo? «Al cinema. A breve uscirà L’aquilone di Claudio, diretto da Antonio Centomani. Nel cast, tra gli altri, figurano Massimo Poggio, Irene Ferri, Milena Vukotic, Fioretta Mari e Luigi Diberti. Il film è basato su una storia vera e parla del calvario che devono affrontare i malati di atassia (disturbo che provoca la progressiva perdita della coordinazione muscolare, ndr). Poi, ho anche diversi progetti a teatro». Quali? «Sto portando in tournée Controvento, storia a passo variabile dell’uomo che creò la Vespa. Narra la vicenda di Corradino d’Ascanio, uno [degli ingegneri più geniali  del Novecento, “papà” della Vespa e autore del primo prò totipo di elicottero. Ma al di là della sua genialità, l’opera porta in scena le sue passioni, i suoi successi e i suoi insuccessi in un’Italia che, come spesso accade, non sa dare ascolto ai propri figli. In primavera, poi, reciterò in La ragione degli altri di Pirandello, mentre in estate interpreterò Camera con crimini, in un classico triangolo: lei, il marito e l ’amante. Di tutti questi spettacoli, sono sia interprete che regista». Hai un sogno professionale che non hai ancora realizzato? «Ne ho molti, ma più di tutti vorrei ottenere un ruolo da protagonista in un film in costume». Come ami trascorrere il tuo tempo libero? «Con la mia moto, e… giocando a nascondino insieme a Leo, il mio barboncino». Ci parli della tua vita privata? «Sono sposato con Alessandra e ho due figlie, Elisabetta e Camilla, di 19 e 16 anni. Abbiamo un ottimo rapporto, mi ritengo un padre e un marito presente. Anche mia moglie, come me, è farmacista». Sei un attore farmacista, dunque! «Sì, alterno i miei impegni j di attore con quelli di farmacista, ho un’azienda con mio fratello Giuseppe: anche lui farmacista. Mi sono laureato in Farmacia ed esercito la ¡professione, ma ho sempre [desiderato recitare». Come hai capito che il tuo sogno era proprio quello di fare l’attore? «La “scintilla” è scattata quando mi sono trovato per caso sul set del film Amici miei atto II di Mario Monicelli con, tra gli altri, Ugo Tognazzi e Gastone Moschin. Ho conseguito la laurea a 24 anni, specializzandomi in fitoterapia (la pratica che prevede l’uso di piante o dei loro estratti per curare le malattie o per mantenere il benessere, ndr). Poi, ho cominciato a lavorare sia in farmacia che sui set. Ho costruito entrambe le carriere con tanti sacrifici. Sono forse uno dei pochi docenti che, dopo aver tenuto convegni di medicina naturale, firma autografi agli studenti!». Fonte: Settimanale Vero Tv