Anticipazioni Ballando con le Stelle, Giusy Versace e Raimondo Todaro : “Attenti a noi due”

enter By on 11 ottobre 2014
giusy-versace-e-raimondo-todaro

Financehomeworkhelp Com La prima prova era iniziata da cinque minuti quando, tra un passo, uno slancio e un piegamento, mi è volata via… la gamba sinistra». Pausa. Giusy Versace, atleta paralimpica e nipote degli stilisti della Maison della Medusa, sospira. L’incidente automobilistico che le ha procurato l’amputazione di entrambe le gambe, a 28 anni. ò un ricordo. Presente, persistente, indelebile. «Ma non mi limita. Anzi! Mi stimola ad andare avanti e sono contenta di aver questo compagno di avventura. Raimondo [Todaro. ndr], con grande prontezza, mi ha tenuta per mano, mi ha guardata negli occhi e siamo scoppiati a ridere. Per me sdrammatizzare è fondamentale». Il feeling tra Giusy e Raimondo è stato immediato. Quasi immediato. «Quando l’ho visto la prima volta mi sono spaventata per la sua altezza 11.85. ndr): speravo mi affiancassero un ballerino con una statura più adatta al mio metro e sessanta*. Invece l’intesa ha superato ogni timore. Anche la paura di soffrire ballando.

writing of essay

page «Avere arti artificiali fa spesso male, può provocare ferite. Ci sono volte in cui non vedo l’ora di toglierli. Anche le protesi da corsa non sono comodissime, ma io amo entrambi. La sofferenza è compensata dalla gioia di poter fare ciò che non pensavo fosse più possibile». La serenità di Giusy è contagiosa, la sua nuova consapevolezza quasi disarmante. Ora ancheggia e si muove sinuosa nella stanza degli specchi dove prova con Raimondo. ma fa tenerezza quando ricorda: «Qualche mese dopo l’incidente facevo fatica a vedere la mia immagine riflessa. Avevo le gambe mozzate, stavo seduta su una sedia a rotelle. Anche aprire l’armadio è stata una grossa ferita. Trovavo solo cose che non avrei potuto più indossare*. Si stringe nelle spalle. Giusy, poi continua. «Ho lavorato molto su me stessa e ho imparato a non guardarmi indietro. Adesso mi specchio con orgoglio e per il guardaroba devo ringraziare mia mamma. Abbiamo messo in un sacco tutto ciò che non serviva più e ho portato tutto in chiesa. Poi mi sono scatenata con uno shopping nuovo*, e scoppia a ridere. «Magari mi vedo meno femminile e seducente di un tempo, però ho imparato che anche con un handicap ci si può sentire belle. Non sono tacchi e minigonne a renderci speciali. La vera bellezza viene da dentro e traspare dagli occhi. giusy-versace-e-raimondo-todaroScuri, caldi. Capaci di far perdere la testa… «Il mio compagno si chiama Antonio ed é un santo perché mi sopporta e mi supporta.

http://fandiasydo.com/?p=write-a-research-paper-in-one-night

page Quando mi arrivò la proposta di partecipare a Ballando con le stelle avevo mille dubbi. Lui mi ha subito incoraggiata: “Sei perfetta per questo! Se non accetti ti lascio. Giusy strizza l’occhiolino. «I dubbi erano perché avrei dovuto “trascurare” gli allenamenti per prepararmi al Mondiale di atletica previsto per l’anno prossimo. Il mio coach, Andrea Giannini, è intelligente, mi viene incontro e ora tifa per me anche in versione ballerina». E se ora danza come una libellula dalla grinta di ferro lo deve a Milly Cariucci. che l’ha voluta fortemente nel suo cast. «Sono rimasta molto colpita dalla sua professionalità e dal suo sawir faire. È un po’ come una mamma, sempre presente e attenta. Ogni giorno ha una parola dolce e affettuosa per tutti. Per medi sicuro*.Giusy dice spesso grazie, quando parla. Grazie alla famiglia, grazie al fidanzato, grazie a chi crede in lei. «E alla fede. Mi ha aiutato a sopravvivere il giorno dell’incidente e a non arrabbiarmi con il resto del mondo per ciò che mi era accaduto. Nel 2006. un anno dopo aver perso le gambe, andai a Lourdes con l’Unitalsi (Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali). Volevo ringraziare la Madonna perché mi aveva salvato la vita, dandomi una seconda opportunità. Ora sono una volontaria e aiutare gli altri mi rende migliore e mi fa sentire più forte». Tanto da sognare in grande: un figlio. «Ci penso spesso. Sono convinta che se Dio vorrà quel giorno arriverà da sé senza che io stia li a programmarlo. Spero solo di essere all’altezza*. Lo sarai, dolce Giusy. Ma intanto stupisci con tango, samba e cha-cha. «Ce la sto mettendo tutta, desidero che la mia famiglia sia fiera di me! Il divertimento è importante ma, da buona sportiva, sono anche molto competitiva e super-perfezionista». Ballerini, siete tutti avvisati.

http://www.catcoglobal.com/?who-can-write-me-a-book-report