Annalisa Minetti: “Rinasco dopo la fine del mio matrimonio”

Dopo un grande dolore, nuovi traguardi da raggiungere. Quelli professionali e sportivi. E quelli del cuore. Annalisa Minetti, cantante, medaglia bronzo nella corsa alle Paralimpiadi di Londra nel 2012, mamma di Fabio, 6 anni, è un fiume in piena. Del resto neppure la malattia, una patologia degenerativa agli occhi che l’ha resa cieca, è riuscita a fermarla, figurarsi gli inciampi della vita. Dopo la separazione dal marito, l’ex calciatore Gennaro Esposito, Annalisa riparte con un nuovo tour, dal titolo che è già un programma: Io Rinasco. Non solo. Si sta preparando perpartecipa- re alle prossime Paralimpiadi, nel 2016 in Brasile. Nuova tournée, nuovi brani da cantare? «Non ho un nuovo cd, ma questo tour rappresenta un momento di rinascita. Più che un concerto è uno spettacolo che racconta la mia vita: canterò brani miei e altri di Claudio Baglioni, Riccardo Cocciante, Mia Martini». Il tour è una sorta di bilancio? «Sarà un momento di bilancio e rilancio. Dalla nascita di Fabio in poi, ho fatto la mamma. Ora che lui è un po’ più grande, posso permettermi di tornare a lavorare in modo più continuativo. Ma mio figlio è e resterà la mia vita». Come sono i rapporti con il suo ex marito? «Ora sono buoni, ci ha aiutato l’amore per Fabio. All’inizio del percorso che porta alla separazione, si rischia di perdere il desiderio di trovare un punto di incontro, ci sono momenti in cui non ci si fa del bene a vicenda». Eravate sposati dal 2002, Esposito è stato il suo manager. Cosa vi ha portato alla separazione? «Ci siamo divisi consensualmente. Negli anni che abbiamo condiviso, ho fatto un errore: mi sono abbandonata a lui, ho lasciato che gestisse la mia vita. E così per non discutere, ho perso di vista Annalisa, non ero più quello che volevo, io che sono sempre stata autonoma nonostante la menomazione». Una volta tornata padrona della sua vita, quali sensazioni ha provato? «All’inizio eccitazione per la mia nuova libertà e per il cambiamento. Poi, a poco a poco, sono emerse le difficoltà, anche pratiche: la vita da single con un bambino non è semplice». Come ha risolto la situazione? «Come ho sempre fatto: non mi preoccupo delle cose, me ne occupo. Mi sono organizzata, anche grazie all’aiuto delle persone che lavorano con me, che sono come una famiglia». Quindi non ha sofferto per la separazione. «Eccome se ho sofferto. C’è stato un periodo in cui piangevo un giorno sì e l’altro pure. Io credo nell’amore come motore della vita e farne a meno fa male. Mi è mancata la convidivi- sione, allungare il piede nel letto e trovarci quello di mio marito». Un grande dolore. Che cosa la aiutata a superarlo? «Credo che il dolore sia runico modo che abbiamo per diventare più forti. Nella vita, mi aiuta e mi consola la Fede in Dio: sono molto credente». Da separata, quale consiglio può dare alle donne che vivono una storia d’amore in crisi? «Non perseverate in amori in cui non state bene, solo per paura di restare sole. È un tormento vivere con una persona che per te è sbagliata». Cosa ha diviso lei e il suo ex? «Lavorare insieme ci ha logorato. Non parlavamo d’altro. Invece la carriera, la sera, va lasciata fuori dalla porta di casa». Le attribuiscono nuovi amori. A chi è legata adesso? «Ho tante persone intorno, ma sono single. Qualche mese fa mi ero innamorata di nuovo, ma non è andata». Come è il suo uomo ideale? «È passionale, mi arricchisce e sa farmi ridere. Deve essere un ottimo papà. Mi piace l’idea di una famiglia numerosa. Vorrei altri figli». Intanto, tra due anni, parteciperà alle Paralimpiadi. «Mi sto allenando. Dopo il 2016, la- scerò per dedicarmi al sociale». Lo sta già facendo. Ci racconti del progetto #NientePaura. «Niente Paura è un’impresa filantropica che ha creato Tatù, un braccia- letto di gomma. Lo indosserò durante il tour: è il simbolo dell’amore contro la violenza. Uno schiaffo, uno spintone, non sono amore. Mai. Noi donne dobbiamo tenerlo a mente».