Anna SafronCik entra nel cast di il restauratore 2

Cattura

Signora Safroncik, è di nuovo sul set? «No, oggi no». Strano, ultimamente salta da un set all’altro. «È vero, e ammetto che sono stanchissima. Proprio per questo sto partendo per le vacanze: vado alle isole Eolie. Ma sono anche felicissima. Un carico di lavoro così grande dà tanta soddisfazione. E poi ultimamente interpreto personaggi molto diversi l’uno dall’altro, che spaziano dal bene assoluto al male assoluto». Il suo prossimo ruolo sarà in «Il restauratore 2»: esce Martina Colombari, entra Anna Safroncik. «Sarò Emma, la protagonista di questa nuova stagione. Un personaggio molto interessante, una donna che arriva in modo un po’ misterioso, con un grande dolore alle spalle. Sembra portare guai nella vita di Basilio (Lando Buzzanca, ndr) e invece sarà una grande amica». Anche la sua Emma avrà qualche dote paranormale? «No, no, nessuna dote paranormale, solo un grandissimo cuore e tanto mistero, che si manterrà per tutte le puntate». È un personaggio allegro? «All’inizio sembrerà freddo e calcolatore, ma in realtà è una donna di grande gioia e simpatia». Per fortuna. Nella fiction «Le tre rose di Eva» la sua Aurora non faceva che piangere… «Aurora attraversa una vita di pericoli, una disgrazia dietro l’altra. Tramite lei viviamo una serie di eventi strani e occulti. “Le tre rose di Eva” è stata una serie complicata e commovente da girare, e mi ha avvicinato alla sensibilità di una mamma. Il pubblico, soprattutto quello femminile, ha molto amato Aurora».

CatturaUna donna amata dalle donne: non è facile… «Invece la maggior parte dei miei fan sono donne: ragazzine di otto anni che mi scrivono lettere bellissime, dodicenni che si vestono e si tagliano i capelli come Aurora, signore e ragazze della mia età. Anche le mie amiche dottoresse e avvocatesse la sera si riuniscono per vedere “Le tre rose di Eva”». Le sue amiche non le chiedono anticipazioni sulla trama? «Non rivelo quello che succede nelle puntate future neanche a mia madre, perché so che altrimenti poi non guarderebbe la serie con la stessa gioia». Faccia un’eccezione per i lettori di Sorrisi: ci dica qualcosa… «E va bene. Aurora non si lascerà contaminare dalla corruzione e manterrà il suo percorso di ricerca della felicità. Gliene accadranno di tutti i colori, ma lei cercherà sempre la bontà e il bene per sua figlia». Dopo due stagioni «Le tre rose di Eva» è ormai un cult. Perché? «Perché, anche se resta sempre imprevedibile, è una serie assolutamente italiana, familiare. In “Le tre rose di Eva” viviamo in Toscana, beviamo vino, mangiamo pastasciutta e ci sentiamo a casa. Magari una casa un po’ infestata dai fantasmi del passato e da qualche mistero…». Dopo tante fiction non sta più pensando al cinema? «Ho letto molte sceneggiature in questi mesi: alcune le ho scartate per problemi di tempo. In autunno girerò due film, uno s’intitola “Il traduttore”, è diretto da Massimo Natale e ci sarà Claudia Gerini: io farò un amministratore corrotto, e qui sarò il male assoluto. Poi girerò una commedia. In futuro vorrei fare tante commedie romantiche, all’americana». Tipo Meg Ryan? «Tipo Sandra Bullock o Cameron Diaz. C’è tanto bisogno di ridere. È un momento difficile nel mondo. La guerra in Ucraina, per esempio, mi angoscia». Lei è originaria di quel Paese, ma è arrivata in Italia da bambina. Questa guerra quanto la coinvolge? «Non ne parlo molto, non mi va di spiattellare il mio dolore. C’è chi mi accusa di non preoccuparmi del mio Paese. Ma in Ucraina ci sono mio padre, mio nonno, tutta la mia famiglia a eccezione di mia mamma che è in Italia con me. Li sento ogni giorno e la situazione è terribile. Questa è una guerra inutile ed è fatta per interessi economici. Non ne parlo, ma resta sempre un grande dolore»