Anna Oxa: “La mia vita è una danza tra musica, uomini e follia”

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La cantante, in gara a “ Ballando con le Stelle” su Rai Uno, si confessa. Single, dopo amori importanti: «La convivenza funziona se si va insieme nella conoscenza». Due figli, Francesca e Quazim: «Più che come madre, mi piace pensarmi come una guida». Gli anni di assenza dalla tv: «Nessuna pazzia. Mi sono condannata all’assenza per eccesso di creatività»

Milly, intesa come Cariucci e io, ci scambiamo uno sguardo preoccupato: di che umore sarà? Anna, intesa come Oxa, è stata bloccata per un disguido al parcheggio deH’Auditorium, dove sono in corso le prove di Ballando con le Stelle. Giacca lunga sfrangiata, stivali, Milly è da sempre preparata al peggio. «Qui siamo tutti in odore di santità. Ci vuole una pazienza immensa». Sarà furibonda la Oxa? Macché, arriva bella radiosa, passo da tigre, capelli raccolti e sarcasmo in canna: «Mi hanno arrestata all’ingresso, pensavano avessi un’arma in macchina, invece non sanno che l’arma è qua dentro di me». Milly l’accoglie con il sorriso dello scampato pericolo. Se la coccola a gesti e a parole. Per far convivere da anni questo circo umano ballante, tipetti come Emanuele Filiberto e Bobo Vieri, Irene Pivetti e Maissimo Boldi, dev’essere, Santa Milly, una specie di missionaria dai nervi d’acciaio. Aveva sfiorato il colpaccio con Nastassja Kinski. «Si era quasi convinta, ma ha rinunciato all’ultimo momento, è ancora troppo fragile». Anna Oxa è una spiritosona. «Vogliamo farla sul tapis roulant? L’intervista intendo». Mi soppesa. Valuta e probabilmente disapprova il mio ecceso di peso. Sono irresistibilmente attratto dalla sua sacca. Ho visto uscire di tutto dalle borse delle donne, una volta anche un ferro da stiro. Passano Lorenzo Flaherty e Roberto Farnesi in accappatoio. Passa Massimo Boldi in tuta mimetica. La Oxa sta provando una rumba con Samuel Peron, il suo coach. Mi faccio l’idea di una donna ipersensuale, dai sensi sempre accesi, che ha sistemato tra sé e il mondo una barriera invalicabile. E una risata che ingoia qualunque buio. Di là il caos delle cattive percezioni, di qua la verità, la sua,con la quale la Oxa è connessa a tempo pieno. Lo capisco in fretta. Se anche le chiedessi la ricetta delle orecchiette con le cime di rapa, mi parlerebbe di “vibrazioni” e di “imprinting genetico”.

Di che umore è Anna Oxa?

«Umore? Non mi piace la parola umore».

Niente umori dalle tue parti?

«Niente umori, ma scenari. Sono una donna che osserva gli scenari nella vita».

Dimmi cosa c’è nella tua sacca.

«Pasti vegani. Non mangio nulla di animale. Neanche le uova. Difficile trovare nei bar qualcosa in cui non ci siano animali dentro».

Dicevi che osservi scenari…

«Osservo ciò che ho attorno, senza limiti. In questi ultimi anni ho studiato e osservato il suono». Come si osserva il suono?

«Il suono siamo noi. I nostri organi sono tenuti insieme dai suoni. Il nostro Dna è fatto di suoni». Vuoi dire che ora io sto suonando?

«Bisogna vedere se si suona o si fa rumore».

Mi sto perdendo…

«Da anni con Fiorella Rustici, amica e studiosa, lavoriamo su come funzionano la genetica della mente, le energie e le meccaniche. Ogni meccanica produce un suono».

Fammi un esempio. Avanza qualcuno, un corpo, mettiamo un losco figuro, e tu percepisci un suono. «Percepisco i contenuti del suo vissuto. Vibrazioni, energia».

Questo orienta le tue scelte?

(rìde) «L’energia è un trasformatore, quasi tutto si può trasformare. Nella musica dei più geniali compositori, Bach, Mozart, è raccontato il nostro Dna. Poi tutto è andato a impoverirsi in questo nostro pianeta».

Da bambina ti esibivi nei pianobar. «Il suono mi ha accompagnato da sempre, ancora prima di affacciarmi al mondo dello spettacolo».

Tu, però, sei qui per ballare. Sei una da ballo dionisiaco, più sfrenatezza che misura?

«Sono per la danza, non per il ballo. Ballare vuol dire imparare dei passi. Non mi appartiene. È cosa mia la danza, che è sguardo, entrare nei contenuti del suono e insieme cominciare fluidamente a muoversi».

Hai mai danzato davanti a milioni di persone?

«Più di trent’anni fa, il Fantastico con Enrico Montesano. L’importante, qui a Ballando, è che passi qualcosa di autentico. Devo essere Anna Oxa. Non c’è alternativa, non posso patteggiare. Chi mi ha voluto qui lo sa».

Come sono riusciti a convincerti? «Ci sono voluti un po’ di anni (ride). Milly mi è stata dietro a lungo. Poi ci siamo incontrate. Ci siamo piaciute. Ho visto un bel cast, il primo universo femminile dentro la Rai, e mi sono detta: questa sì è una rivoluzione». Milly sembra molto dedicata a te. «Va molto bene tra noi. C’è energia, l’atmosfera giusta. Lei è una donna intelligente, che dimostra rispetto per una donna che ha voluto. Intelligenza è far sì che gli artisti diano il meglio di sé. Milly ha questa intelligenza».

Il suono si osserva, la danza è sguardo. E il denaro?

«È un’energia. Se positiva o no dipende da te. Se c’è etica, tutto fila liscio. Quando non c’è etica, anche una piccola cosa è sbagliata».

L’etica secondo Anna Oxa. «Responsabilità verso se stessi e « verso il prossimo. Ma in questo pianeta non c’è più neanche la morale comune».

Ti raccontano come una donna molto difficile.

«Vero, e ti spiego perché. Non ci sono più creatività e professionalità. L’uomo vive nelFimpoverimento, non è collegato con la sua parte superiore. Così emergono la dualità, la rabbia, l’umore».

Hai attaccato l’ultimo Sanremo.

«I media l’hanno spiegato con la mia esclusione. Che ridere. Cosa me ne faccio di un Sanremo in più o in meno?». Hai un compagno?

«No, perché?».

Immaginavo come potrebbero convivere la tua applicazione con l’uomo che è animale pigro e banale.

«Puoi trasformare qualcuno solo se ha una coscienza. I rapporti funzionano se si evolvono nella conoscenza». Abbagli in fatto di uomini? «Abbiamo un imprinting genetico che ci induce all’errore. Possono essere memorie materne e paterne».

Nel 2006 sei sparita dalla tv. Si mormorava che fossi impazzita. Sei riapparsa 4 anni dopo. «Nessuna pazzia. Mi sono condannata all’assenza per eccesso di creatività. Certe parti di me si sono evolute». Nel 1978 debutti a Sanremo in versione punk.

«Era un personaggio molto forte che

ha interrotto una volta per tutte lo schema sanremese. Da lì in poi mi sono sempre trasformata. Era come se dicessi: guardate che non bisogna mai affezionarsi all’immagine di sé, bisogna evolversi, ricercare. Sempre».

I figli li coinvolgi nella ricerca? «Francesca e Quazim si coinvolgono sino a che lo vogliono. Più che madre, mi piace pensarmi come una guida». Ti sei conquistata una meritata follia?

«Perché devo conquistarla? Pensi che devo conquistare qualcosa? È folle che tu lo pensi».

Si sta facendo largo l’idea che il mondo vada affidato alle donne.

«Io lavoro per l’energia femminile. La donna è l’equilibrio fondamentale di questo pianeta».

Si sta facendo largo l’idea che si possa fare a meno dell’uomo.

«Dipende dal piano da cui parli di queste cose. Dal mio, non ne parlo. La convivenza funziona solo se si va insieme nella conoscenza»