Anna Maria Franzoni vuole tornare a casa per Natale, i giudici dicono No

Annamaria Franzoni dovrà sottoporsi a una perizia psichiatrica, per valutare se è ancora pericolosa. Poi verrà presa la decisione se concederle gli arresti domiciliari’! A stabilire così è stato il Tribunale di Sorveglianza di Bologna, che ha rinviato al prossimo gennaio la decisione sulla richiesta di poter scontare a casa quel che le resta della pena, circa 5 anni, avanzata dalla donna, che si trova in carcere per l’omicidio del figlio Samuele, avvenuto a Cogne, nel 2002. IL PRIMO PERMESSOLa scorsa settimana, infatti, la mamma assassina ha chiesto ai giudici di farle questo regalo di Natale, di farla tornare per sempre dai suoi figli Davide e Gioele, di 17 e 10 anni. Una richiesta che aveva già avanzato nel 2008 e che era stata respinta: anche allora le venne fatta una perizia psichiatrica che sancì la sua pericolosità. Scrissero i periti che c era il rischio che tornasse a uccidere, che la Franzoni ancora sosteneva di essere stata vittima di un errore giudiziario e di non soffrire di alcuna patologia. Il Tribunale vuole, dunque, capire se è cambiato qualcosa in questi 5 anni e quindi se la donna sia ancora pericolosa, soprattutto per quei figli da cui vuole tornare. La decisione se concederle di tornare a casa sarà presa dopo che gli psichiatri lavranno valutata. La richiesta, naturalmente, sconvolge e divide T Italia, mentre il suo avvocato la definisce logica. Annamaria Franzoni si è macchiata di un crimine orribile: il 30 gennaio 2002 ha ucciso il proprio figlio, Samuele, di 3 anni, e non lo ha mai ammesso. In primo grado, nel 2004, la Corte d’Assise di Torino la condannò a 30 anni. Il processo dappel- 10 si concluse nel 2007 e sancì ancora la sua colpevolezza, ma ridusse la pena a lò anni, che lei sta scontando. Andò in cella dopo la sentenza della Cassazione 11 21 maggio 2008. L’indulto, nel frattempo, gliene ha “regalati” 3. Come è possibile che dopo solo 5 anni e mezzo questa donna possa tornare a casa e proprio dai suoi figli? In queste immagini vi facciamo vedere come la mamma assassina di Cogne ha vissuto la giornata forse più importante di questi ultimi anni, quando davanti al giudice ha sostenuto perché è pronta a lasciare il carcere. Jeans, giubbino alla moda, capelli lunghi e stivali, ecco come si è presentata in Tribunale, al braccio del suo avvocato Paola Savio. La donna è rimasta impassibile, tranquilla: il tempo che deve passare dietro le sbarre diminuisce sempre di più. A novembre aveva ottenuto il suo primo permesso di cinque giorni per stare a casa con la sua famiglia a Ripoli Santa Cristina, sullAppennino Bolognese, dove il marito, Stefano Lorenzi, si è trasferito. A ottobre le era stato concesso di lavorare fuori dal carcere. Da allora, ogni giorno, esce per andare nella parrocchia di Sant Antonio da Padova, a cucire borse per i mercatini. Come si sente oggi Annamaria Franzoni ce lo racconta il prete della cooperativa dove lavora, don Giovanni Nicolini: «D a quando ha assaporato la libertà, mi dice che ha ricominciato a respirare e a pensare al futuro».