Anna Maria Franzoni torna a casa

Anna Maria Franzoni Il può essere “risocializzata” e rieducata  fuori dal carcere”. A parlare è Augusto Balloni, il criminologo incaricato di valutare, attraverso un ennesima perizia psichiatrica, lo stato mentale della mamma condannata a 16 anni per romicidio del figlio Samuele, ucciso a Cogne nel 2002. Allesperto il Tribunale di sorveglianza di Bologna ha chiesto di valutare lo stato mentale di Anna Maria Franzoni per decidere se concederle gli arresti domiciliari, come da lei richiesto. La donna, infatti, è in carcere a Bologna da oltre 6 anni e ha iniziato a godere di una serie di benefici: i primi permessi a casa e un lavoro fuori dal carcere in una sartoria di una cooperativa sociale. Poiché ha scontato oltre metà della pena, attraverso i suoi avvocati, ha anche domandato di espiare quel che le resta nella sua abitazione, al fianco dei suoi due figli. Il parere di Augusto Balloni è positivo. Ha scritto il professore: «Anna Maria Franzoni non è socialmente pericolosa e per riabilitarla basterebbe una terapia di sostegno». Un vero e proprio colpo di scena che ora potrebbe portare la mamma di Cogne a scontare il resto della condanna per omicidio vicino ai suoi familiari. Anna Maria Franzoni ha chiesto di poter lasciare il carcere, soprattutto per stare vicina a Gioele, il figlio più piccolo, ora undicenne, nato solo un anno dopo la morte del piccolo Samuele.Ora la decisione finale spetta al Tribunale di sorveglianza di Bologna che solo due mesi fa, dopo la prima perizia, aveva negato la pena alternativa ritenendo la Franzoni ancora socialmente pericolosa a causa di un disturbo di adattamento e alla continua negazione del crimine com- messo. La nuova perizia arriva dopo due mesi di colloqui con medici « e psichiatri, in cui la donna ha chiesto anche di tornare nella casa di Cogne, dove nel gennaio del 2002 uccise il piccolo Samuele.

SI PROCLAMA ANCORA INNOCENTE Ha detto Anna Maria Franzoni agli psichiatri: «Sento il bisogno di tornare in quella casa. Non sarà facile, perché è dove Samuele ha vissuto felice e dove è stato ucciso. Non voglio rinnegare quei ricordi, non voglio perderli. Ho voglia di tornare lì, perché stare lontano è come voler dimenticare». La donna ha anche ribadito il suo profondo attaccamento ai figli superstiti: «Cosa mi fa stare bene? Stare con i miei figli. Ho sempre respirato da mia madre un senso materno molto forte. Lo stesso che ho io, perché sento come priorità, come donna, la famiglia. Non ho mai pensato alla carriera. Quello che mi gratifica di più e mi fa stare bene è tenere la casa, stare con i miei figli e mio marito. Penso sia lo scopo della vita». Parole che sconcertano, soprattutto se si pensa al delitto per cui è stata condannata Anna Maria Franzoni. Lei, però, per latroce morte di Samuele continua a proclamarsi innocente. Ha detto allo psichiatra: «Penso a quella mattina. Cerco di ricordare se durante il percorso di ritorno posso avere visto qualcosa in più, un ombra… I miei sentimenti li conosco: io darei la vita, ho dato la vita ai miei figli, non Lho tolta. Sono un genitore, pretendo la verità, la giustizia. Chiederò aiuto a chiunque: io volevo proteggere Samuele. Ancora oggi lascio la sua tomba bianca, senza nome: nessuno sa dov e, per tutelarlo». Dunque, continua a dirsi estranea ai fatti, nonostante sia stata condannata e tutte le prove portino solo a lei. Eppure per questi nuovi esperti Anna Maria Franzoni può uscire dal carcere e tornare dai suoi figli.