Anna Concetta De Santis: Liti sui soldi per il gioco Uccisa da genero e figlia

Le cimici dei carabinieri piazzate in casa registrano: «Sul giornale hanno scritto che tua mamma pesava 45 chili. A me sembrava di trasportarne ottanta». È questa una delle frasi chiave che hanno convinto i militari del nucleo investigativo di Milano di essere sulla strada giusta. A soffocare Anna Concetta Immacolata De Santis, 77 anni, sono stati la figlia Angela Daniela Albano, di 39 anni, e il compagno Gianni D’Agostino, di 44. Questioni di interesse e una sfrenata passione per le slot machine, il movente dell’omicidio. L’uomo, ieri sera, dopo un interrogatorio durato ore, ha reso «piena confessione ». La donna, invece, è stata sentita per tutta la notte. Il procuratore aggiunto Alberto Nobili: «Si tratta di una storia tristissima, di avidità, di rapporti deteriorati e di pochezza di valori etico-morali dove la vita vale zero». Le indagini si sono concluse nel giro di 9 giorni. Martedì 10 dicembre un operaio trova un sacco di plastica in un cantiere di Cesano. Si impaurisce e chiama il 112. Arrivano i carabinieri e aprono il sacco: all’interno una donna anziana, prona, con il volto tumefatto, senza documenti. Ci vogliono alcune ore per identificarla. La sua faccia viene riconosciuta tra quelle degli scomparsi. La denuncia è stata presentata il 6 dicembre dal figlio della vittima, Dario Albano, 45 anni. Partono le indagini. Anna De Santis vive a Baggio in un modesto appartamento con la figlia Angela, al «genero» Gianni e ai due nipotini di uno e tre anni. La figlia è disoccupata, Gianni ha perso il lavoro come magazziniere all’Autogrill. I soldi sono pochi, non bastano mai. Senza uno stipendio è difficile pagare la rata di 400 euro per l’acquisto di una macchina. Il sostentamento di tutti viene solo dalla pensione della signora De Santis che per trent’anni ha fatto l’operaia e dalla pensione di reversibilità del marito. Le tensioni sono all’ordine del giorno. Non c’è solo Angela a chiedere il denaro, ma anche l’altro figlio. E poi ci sono i vizi di famiglia: Anna ha una passione per il Bingo, Angela invece preferisce le slot machine. Solo che i soldi non bastano mai. È in questo quadro devastante che Angela e Gianni cominciano a pensare all’omicidio come unica via per ereditare e vivere più tranquilli. C’è la casa di Termoli, in Molise, che fa gola. E poi la mamma ha in cassaforte dei gioielli. Angela e Gianni li rubano e li vendono: fruttano 5.555 euro. La mamma li scopre e la convivenza diventa insostenibile. Il 5 dicembre scatta il piano: mamma e figlia vanno a fare la spesa, poi una scappatina al Bingo. Ritorno a casa per il pranzo. Dopo — ma è per il momento solo un’ipotesi investigativa — la stordiscono e le infilano un sacchetto in testa. Per non spaventare i bambini la nascondono sul balcone, accanto ai sacchi dell’immondizia. La notte stessa gettano il cadavere e poco distante il cellulare: un tentativo di depistaggio. Ma sono sfortunati: un manovale albanese lo trova e lo consegna ai carabinieri. Anche il figlio maggiore scopre che mancano i gioielli e litiga con la sorella. Gianni D’Agostino lo implora di non denunciarli: «Non mi rovinare, abbiamo due bambini». I carabinieri continuano a registrare gli sfoghi, le mezze parole della coppia. Ieri sera il procuratore decide di emettere il fermo per omicidio.