Amanda Lear contro Belen e le altre: “Basta con questa tv la gente vuole la qualità di una volta”

Le sue esternazioni non passano mai inosservate. E, ogni volta che parla, fa discutere. Ora Amanda Lear dice addio alla televisione, che lei definisce “spazzatura”, per dedicarsi al teatro e alla pittura. Musa dell’artista catalano Salvador Dali e regina della musica dance negli anni ’70, la signora Tapp (questo il suo cognome) ha infatti deciso di lasciare il piccolo schermo. Motivo: è stanca di una Tv fatta, a suo dire, di programmi scadenti. Della sua vita privata, invece, parla pochissimo. Archiviata la storia d’amore con Manuel Casella, le sono stati attribuiti un flirt con un maestro di ballo e una liaison con uno sportivo, entrambi ben più giovani di lei. E felicemente single, anche se… Comunque sia, sostiene di non essere affatto ossessionata dalla solitudine. Anzi, si sente molto più libera senza un uomo accanto cui rendere conto. Tornando alla polemica, l’attrice se la prende soprattutto con la tivù italiana che, secondo lei, continua a dare spazio a showgirl improvvisate. «Quella di oggi non è più televisione. Nella mia lunga carriera ho avuto la fortuna di presentare i più grandi show del piccolo schermo sui canali Rai e su quelli Mediaset. Ho dato tanto e, se vedo come siete ridotti adesso, non mi fa sicuramente piacere. Questo è un momento di crisi, certo. Voglio soltanto essere fiduciosa e sperare che si ritorni a trasmis- I sioni di intrattenimento I leggero, ma di qualità», si I augura. «Non basta essere belle» Se la Tv è ridotta così IP male perché fa ascolti? Come lo spiega? «Ma no… Le persone non sono imbecilli. Sono stufe e si sentono prese anche in giro da tutti i programmi demenziali che vengono proposti sul piccolo schermo. Dopo un po’, i telespettatori si svegliano e decidono di non pagare più il canone per vedere certe cose. La gente vorrebbe assistere di nuovo a quelle belle serie tv, ai programmi interessanti di una volta». Che cosa pensa delle showgirl di oggi, che impazzano sulle copertine dei giornali, come per esempio Belén? «La vostra Tv ha sempre dato l’opportunità alle belle ragazze straniere di avere successo. Io, però, ho conosciuto la televisione del sabato sera degli anni Ottanta, quella con Heather Parisi e, prima ancora, della grande Raffaella Carrà. Tempi in cui c’erano le vere soubrette. Le showgirl di oggi non sono affatto paragonabili a loro due! La televisione deve sì far venire dall’estero bellissime ragazze. Queste, però, devono essere capaci di ballare, cantare, recitare. Altrimenti dopo un po’ la gente se ne accorge e loro spariscono come meteore». Se la richiamassero in Italia per condurre un nuovo programma, ci farebbe un pensierino o rifiuterebbe? «Ma come faccio se sono a teatro tutte le sere e ho un’agenda fittissima di impegni? L’unico giorno in cui sono libera è il lunedì, perché non vado in scena! E ne avrò almeno per un anno. Ma sono felice così. Poi si vedrà. In ogni caso, non mollerei mai Parigi e quello che sto costruendo qui in Francia per tornare in Italia e fare un’apparizione in un programma. Non lo farebbe nessuna attrice al mondo, figurarsi io!». « Ballando con le stelle non mi piace» Quindi ritiene chiuso il suo rapporto professionale con il nostro Paese? «Se un domani in Italia, così come in Germania o in America, mi coinvolgessero in un film o in una commedia interessante, certo che accetterei. Ma aspetto una proposta». Nel 2011 lei ha rinunciato a L’Isola dei famosi nonostante le avessero offerto una cospicua somma per far parte del cast dei concorrenti: 500 mila euro. Adesso parteciperebbe a un reality? «Ma per carità, siamo impazziti? I reality sono morti, non esistono più: si tratta di programmi che hanno fatto la loro stagione e con cui la Tv ha toccato il livello più basso. In Italia, così come in tutti i Paesi del mondo, il pubblico si è stancato. L’anno scorso anche in Francia il Grande fratello è stato un flop pazzesco. La stessa cosa penso di Ballando con le stelle, che a me personalmente non è mai piaciuto. Insomma, rimango della convinzione che i grandi programmi del sabato sera sono stati fagocitati dai reality e dai talent ed è stato questo ad avviare il declino della televisione». Quattro anni fa ha deciso di dedicarsi al teatro… «Dico sempre che è un peccato aver scoperto tardi il teatro. Se avessi capito prima quanto mi piace, avrei cominciato a calcare i palcoscenici già trent’anni fa. In questi giorni sto recitando a Parigi, al Teatro delle Varietà, una pièce che sembra scritta per me: s’intitola Divina. Ogni volta che c’è un mio spettacolo riempio le sale; a ogni replica vengono a vedermi mille persone».