Amadeus promette a Giovanna: “Ti sposerò in chiesa anche sono divorziato”

Amadeus

La famiglia è una cosa meravigliosa. Anche se è allargata come quella di Amadeus e della moglie Giovanna Civitillo, madre del suo secondo figlio, José. Quando si sono conosciuti, nel 2003, sul set televisivo de L’Eredità – lui conduttore, lei showgirl famosa per il colpo d’anca definito “la scossa” -, Amadeus stava divorziando dalla prima moglie ed era già padre di Alice, che oggi è una bella ragazza di sedici anni. A raccontarla così la storia sembra complicata, ma in realtà Amadeus e Giovanna sono riusciti a destreggiarsi tra equilibri delicati, in perfetta sintonia. «Siamo una coppia normale, con uno stile di vita semplicissimo. Una volta spente le luci della ribalta ci siamo soltanto noi e i nostri figli», spiega lui. Hanno passato le feste tutti insieme Non è un caso che in occasione delle festività, Amadeus, Giovanna e Alice, abbiano posato come esempio di famiglia unita per il calendario che ogni anno don Santino Spartà realizza, in collaborazione con la fotografa romana Feliciana Di Spirito: un’iniziativa a scopo benefico cui aderiscono con entusiasmo molte celebrità. «Lui e i suoi familiari sono veramente care persone e vederli insieme è un piacere», racconta a Nuovo don Santino. «Mi ha colpito l’affiatamento tra Giovanna e Alice, simili a due sorelle, unite da una gioiosa complicità. E mi compiaccio che Giovanna, avviata a una brillante carriera in televisione, si sia dedicata al suo ruolo di mamma e di moglie. Amadeus è veramente beato tra le “sue” donne». Le parole del sacerdote sono il segno del nuovo corso della Chiesa, iniziato con papa Francesco, con una maggiore apertura alle coppie costrette a rinunciare al matrimonio religioso perché uno dei coniugi ha alle spalle un divorzio, come nel caso del conduttore tv. «Certe situazioni, in realtà, potrebbero essere risolte soltanto con l’annullamento delle prime nozze», spiega don Santino a Nuovo. «In tal caso, se ne esistono i presupposti giuridici, il Tribunale della Sacra Rota le dichiara “mai avvenute”, consentendo così il rito religioso. Tuttavia il Santo Padre, nella sua grande umanità, mostra comprensione verso i coniugi uniti dal solo rito civile che vivono il matrimonio con spirito cattolico. Come Amadeus e Giovanna, che mi auguro di sposare un giorno in Vaticano». «Molti dubitavano della nostra unione» Il popolare presentatore, che in Tale e quale show si è dimostrato anche un bravo imitatore, attraversa un momento di particolari gratificazioni familiari, oltre che professionali. Alice, che studia in un college in Gran Bretagna, ha trascorso il Natale con la nuova famiglia del padre: per il conduttore veronese, un’occasione in più per godersi la sua preziosa normalità. Un bene quasi dimenticato nel mondo caotico in cui viviamo. Amadeus è stato diffìcile costruire una allegra famiglia allargata? «Quando Giovanna e io ci siamo messi insieme, sono stati in molti a dubitare della riuscita della nostra unione. Io conduttore televisivo, lei giovanissima ballerina. Eravamo, come si dice, una coppia a rischio, almeno per gli osservatori superficiali. Invece il nostro è sempre stato un rapporto importante basato sul dialogo e la comprensione reciproca, oltre che sull’attrazione fisica. E sulla base di questo sentimento così tenero e profondo, è stato possibile realizzare il progetto di una famiglia unita». E Alice come ha preso l’arrivo di Giovanna? «Le cose sono state facilitate dal fatto che Alice si è “innamorata” a prima vista di Giovanna. All’epoca mia figlia aveva sei anni, ma la considerò subito una compagna di giochi, una confidente. Un’intesa, la loro, che supportata da me e da Giovanna si è rafforzata». Qual è il segreto di questa armonia? «Giovanna e io, fin dall’inizio, abbiamo messo Alice al primo posto nei nostri interessi. Per esempio, nella scelta delle vacanze abbiamo sempre badato alle sue esigenze più che alle nostre. Senza alcun sacrificio, ma solo per il piacere di vederla contenta. Pensavamo a noi, magari concedendoci un weekend romantico, in un secondo tempo, perché la bambina veniva prima di tutto». «Non c’è mai stata tensione fra noi» E ha funzionato… «Alice non ha mai patito quella tensione che talvolta si crea tra i figli nati dal primo matrimonio e il nuovo compagno di uno dei genitori. Al punto che un giorno mi ha chiesto con naturalezza: “Papà, che aspetti a sposare Giovanna?”». La “benedizione” di tua figlia ti ha spinto alle nozze? «Sì, anche perché non volevo altro dalla vita. Giovanna è la mia donna ideale, per la sua solarità, e quella sua femminilità così speciale, sexy e familiare a un tempo. La nostra unione si basa su di una sostanziale identità di vedute. Sui punti cardine della convivenza e della vita in generale, la pensiamo allo stesso modo e quindi litighiamo raramente. Non credo che nel matrimonio sia giusta la teoria per cui gli estremi si attraggono. Per amarsi veramente, bisogna essere simili». A te e tua moglie dispiace non essere sposati in chiesa? «Sì, perché siamo entrambi religiosi. So che per il matrimonio in chiesa sarebbe necessario l’annullamento delle mie prime nozze e non ho ancora preso iniziative in questo senso. Ma la mia felicità e quella di mia moglie sarebbe completa se un giorno la nostra unione fosse benedetta davanti a Dio». In famiglia ci sono stati problemi quando è nato José? «Nessuno, perché all’epoca Alice, a undici anni, era già abbastanza matura per non sentirsi competitiva nei confronti di un fratellino. I miei figli si vogliono molto bene e adesso che Alice è in Gran Bretagna si sentono continuamente per telefono. Il distacco è stato un po’ duro, ma Alice è molto portata per lo studio delle lingue e mi sembra giusto che segua al meglio questa sua inclinazione. E anche assai dotata in disegno, ma io preferisco che abbia una solida preparazione per entrare poi nel mondo del lavoro». Tu e Giovanna tornerete a lavorare in coppia? «Talvolta rimpiango il periodo in cui eravamo insieme in televisione. Sì, ci piacerebbe ripetere l’esperienza, magari in teatro. Se Giovanna ha preferito dedicarsi alla famiglia è stato per una sua libera scelta, che considero una ulteriore prova del suo amore». «Ci piacerebbe fare teatro insieme» E adesso che i figli stanno crescendo ci riproverete? «Oggi che Alice è grande e il piccolo ha meno bisogno della mamma, potremmo tentare, insieme, una nuova avventura artistica». Ti è piaciuto fare l’imitatore al Tale e quale show? «Mi sono divertito, scoprendomi a cinquant’anni un nuovo talento. E calandomi, con rispetto e nostalgia, in personaggi che amo, per esempio Enzo Jannacci, mi sono emozionato. L’imitazione più gradita dal pubblico, però, è stata quella della Lear. Manca poco che chi mi ferma per farmi i complimenti mi chiami Amanda!». Per l’esperienza maturata, come ti definiresti oggi? «Basta guardare la mia famiglia per trovare la risposta: sono un uomo fortunato».