Alluvioni, frane, treni fermi Due vittime al Centro Sud

Un Paese spezzato in due. A Nord il bel tempo, anche se con temperature basse e, in alcune zone, un po’ di vento che ha creato problemi a Genova, Trieste e in Maremma. Al Centro e al Sud temporali, fiumi e torrenti straripati, allagamenti, frane, strade bloccate, linee ferroviarie interrotte, un treno deragliato, evacuazioni. E ancora: ponti crollati, operai tirati fuori con i battelli, un barcone con 142 migranti portato in salvo in mezzo al mare forza 7 al largo di Crotone, bimbi bloccati per ore a scuola nel Beneventano e in un asilo nido nel Teramano, altri fermi nello scuolabus a causa di uno smottamento sempre in provincia di Benevento. Addirittura orsi e rinoceronti trasferiti perché rischiavano di annegare allo zoosafari di Fasano, nel Brindisino. Si contano anche le prime vittime: una donna di 57 anni annegata in un sottopasso alle porte di Pescara e un trentenne travolto da un’onda anomala nella foce fiume Crati a Rossano, in provincia di Cosenza, mentre stava pescando insieme a un amico, salvato da un finanziere. Condizioni gravi per un capotreno di 53 anni dopo che il suo convoglio è uscito dai binari a Cervaro, tra Potenza e Foggia, verso le 23 di domenica. Un bilancio che poteva essere ancora più grave: solo per miracolo gli occupanti di un’auto non sono stati travolti da una frana lungo la strada provinciale vicino ad Ascoli Piceno. Il maltempo torna a colpire l’Italia. Con un bollettino quasi di guerra per quanto riguarda i danni nelle Marche, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Campania, Calabria e Sicilia. Perché di acqua ne è caduta tanta, tantissima. Quasi 290 millimetri, in due giorni, a Panni (Foggia), 270 a Pretoro (Chieti), 223 a San Massimo (Campobasso). I calcoli li ha fatto la Protezione civile che avverte: il tempo migliorerà oggi al Centro, peggiorerà ulteriormente al Sud, con precipitazioni «molto elevate» nella Calabria ionica e in provincia di Messina. Non solo. Perché, spiegano dal Centro funzionale centrale, la situazione continuerà ad essere delicata anche nelle zone dov’è previsto il sole a causa dei fiumi ingrossati. A complicare la giornata, soprattutto in Abruzzo, è stato il rialzo delle temperature, anche a quote alte, che ha sciolto la neve abbondante caduta negli ultimi giorni nell’Appennino. E proprio l’Abruzzo è stata ieri la regione più colpita. Oltre a Pescara, nel Teramano la situazione critica per lo stato dei fiumi Tronto e Vomano ha portato all’evacuazione di un centinaio di residenti a Martinsicuro. Stessa scena anche a Spoltore. Isolato, a causa di una frana, il comune di Roccamorice. Colate di fango e terriccio hanno invaso decine di strade, mentre i treni regionali sono stati interrotti tra Ancona e Termoli, in Molise. Sospeso anche il tratto tra Foggia e Potenza. Nelle Marche ieri sono tracimati diversi fiumi e sono crollati due ponti. Un altro di ponte è stato chiuso a Casette d’Ete, già colpito nel 2011 dall’alluvione che fece due morti. Alcuni tra negozi e fabbriche sono stati allagati a San Benedetto del Tronto. Un centinaio di famiglie sono state allontanate dalle proprie case per precauzione, mentre un pezzo di collina è franato vicino al Duomo di Fermo. A Filettino, in provincia di Frosinone, un albero caduto su un traliccio dell’Enel ha lasciato l’intero paese senza energia elettrica per diverse ore. Allagamenti anche in Sardegna, Molise, Campania e Puglia. A Gallipoli (Lecce) una parte del parco botanico è stata transennata per uno smottamento. Diverse strade sono state chiuse nel Foggiano e i carabinieri sono intervenuti per salvare un automobilista. Esondazioni e dighe sotto osservazione in Basilicata dove tra domenica e ieri si sono accumulati oltre 90 milioni di metri cubi d’acqua. E oggi occhi puntati su Calabria e Sicilia.