Alle opere dell’Expo la “protetta” di Maroni

home page By on 16 gennaio 2014
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http://perdanadesign.com/?p=bbc-homework-help click di Davide Vecchi Milano Si chiama Infrastrutture Lombarde, è la principale base del sistema di potere creato da Roberto Formigoni quando era Presidente della Regione, guidata dal lontano 2004 da un suo fedelissimo: Antonio Rognoni. Ora Roberto Maroni vuole metterci le mani e sostituire il direttore generale con una persona di fiducia padana. Ma il prescelto non piace neanche ai leghisti che per primi si sono opposti, perché il governatore lombardo vuole mettere a capo della potente società per azioni interamente controllata dalla Regione Anna Tavano da Catanzaro, moglie di Domenico Aiello, avvocato calabrese amico di Maroni nonché legale dell’ex ministro dell’Interno, conosciuto attraverso Isabella Votino, da oltre quindici anni fidatissima “portasilenzi” di Maroni. GIÀ LO SCORSO marzo l’allora neoeletto governatore era stato pesantemente criticato dai suoi per aver nominato Tavano ai vertici dell’ufficio infrastrutture della Lombardia pescandola dalla Regione Calabria, con un compenso che sfiora i 200 mila euro: 186 mila più bonus. Ma ora, la consorte dell’amico Aiello, potrebbe trovarsi a guidare una società che gestisce appalti e strutture per cinque miliardi annui, in vertiginoso aumento con l’avvicinarsi di Expo 2015, e macina ricavi compresi tra i 150 e i 200 milioni. Rognoni dovrà lasciare l’incarico, “perché è cambiato l’azionista di riferimento, cioè il padrone e gli attriti con il nuovo corso leghista sono troppi”, ma da quella poltrona “partirà il rimpasto” re – gionale quindi “non possiamo giocarci un incarico simile con la protetta Tavano”, commenta stizzito uno dei colonnelli di via Bellerio. Rognoni ha solo rimandato di qualche giorno il passo indietro, su suggerimento dello stesso Formigoni. E anche in Forza Italia c’è già chi, sostenuto dal coordinatore Mariastella Gelmini, fa i conti: “Il consiglio di gestione della holding è guidato da Paolo Besozzi, uomo di area leghista, quindi due leghisti lì son troppi”. INFRASTRUTTURE (Ilspa) è cuore e polmone delle opere lombarde. Costruisce e gestisce le autostrade ma anche gli ospedali, legata a doppio filo all’altro pilastro del potere formigoniano: la sanità. Nei soli ultimi 12 mesi, per dire, ne ha costruiti cinque ex novo: Bergamo, Como, Legnano, Niguarda e Vimercate. Sta terminando il sesto a Garbagnate ed è impegnata nei lavori di ampliamento di ben 21 presidi e 10 aziende ospedaliere. Ha costruito la nuova sede della Regione, fortemente voluta dal Celeste e costata 570 milioni di euro, gestisce palazzi e strutture per una superficie complessiva di circa 220.000 metri quadrati compresa la sede della Lombardia a Bruxelles. E molto altro. Senza considerare gli appalti per Expo 2015 che proprio in questi mesi stanno aumentando in vista dell’inizio dell’esposizione. Proprio per un appalto assegnato da Ilspa nell’area di Rho Pero il direttore generale Rognoni è finito nel registro degli indagati insieme ad altri con l’accusa di aver pilotato la gara del valore di 270 milioni. Era il secondo cantiere che veniva assegnato per Expo. Complessivamente le opere infrastrutturali da assegnare valgono 11,5 miliardi. A FARE i conti è stato il ministro Maurizio Lupi, elencando le opere: Brebemi (1,86 miliardi), la Tem (1,9 miliardi), il prolungamento della linea M5 (781 milioni), il potenziamento della M1 (206 milioni), la Gallarate- Rho (402 milioni), la metrotramvia da Parco Nord a Seregno (214,2 milioni), la Rho-Monza (104 milioni), Pedemontana e le prime due fermate della linea 4. Tutto passerà per Infrastrutture Lombarde. Maroni tira dritto: vuole affidare tutto ad Anna Tavano.

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