Alitalia, le condizioni di Intesa eUnicredit

Nuovi crediti delle banche per 200 milioni ad Alitalia. Ma solo a determinate condizioni. La ricapitalizzazione da 300 milioni che la compagnia deve realizzare (al momento ci sono 130 milioni), non è l’unico nodo ancora da sciogliere per il futuro immediato del vettore. Dalla lettura del verbale dell’assemblea straordinaria del 14 ottobre scorso, quella che deliberò l’operazione da 500 milioni, emergono nuovi particolari sulla volontà di Intesa Sanpaolo e Unicredit, di fornire nuovi crediti e confermare gli esistenti. Il dettaglio è contenuto in una lettera di contestazione delle due banche rispetto al proprio ruolo che l’avvocato Sergio Erede legge in assemblea. Cos’è successo? A valle del consiglio di amministrazione dell’11 ottobre, che aveva messo a punto l’operazione, era stato inviato ai soci il verbale del board, un testo che recitava così: «La manovra (da 500 milioni, ndr) si fonda inoltre sulla disponibilità di Intesa Sanpaolo e Unicredit, più volte manifestata e confermata (…) a erogare le nuove linee di credito di importo complessivo di 200 milioni e a confermare le linee di credito esistenti. Ove i due istituti interessati non dovessero dar seguito e forma a nuove linee di credito e alla conferma di quelle esistenti – si legge -, la società potrebbe vedersi costretta a coprire il conseguente fabbisogno finanziario ricorrendo a altri canali di finanziamento e, occorrendo, facendo ricorso all’apporto dei soci». Una versione, che come si vede, metteva in conto un’eventuale indisponibilità dei due istituti, ma che non deve essere bastata se nella lettera fatta arrivare tre giorni dopo in assemblea si legge: «Le banche hanno comunicato che tale rappresentazione non corrisponde alla realtà » e che «una modifica della relazione in tal senso» non è stata possibile in quanto «era stata già trasmessa agli azionisti ». Per chiarire, le banche fanno mettere a verbale che «saranno disposte a esaminare un incremento dell’esposizione finanziaria solo dopo aver preso conoscenza del piano industriale, nella sua forma eventualmente rivista e i relativi fabbisogni finanziari e purché siano fornite adeguate garanzie». Questo spiega l’accelerazione sul piano del Ceo, Gabriele Del Torchio, che in quell’assemblea intervenne per avvisare i soci delle criticità emerse nell’ultimo mese, destinate a peggiorare le previsioni e «che si trovano anche in un rapporto di causaeffetto in rapporto all’attenzione che la stampa italiana e straniera ha dedicato alle tensioni di Alitalia». Infine dal verbale emergono novità anche circa l’aumento di capitale. Entro il 15 novembre i soci dovranno dire se sottoscrivono la propria quota, ma indicare anche la disponibilità a esercitare la prelazione sull’inoptato e per quale numero massimo di azioni. Insomma scoprire le carte.