Alessandro Casillo: Sogna il set e ci svela un retroscena.

La prima volta che si è messo al pianoforte per cantare ima canzone era solo un bambino: «Suonavo il piano da molto tempo e in realtà non sapevo di avere anche una bella voce, mi sono messo lì e ho iniziato a intonare le parole di Vorrei di Cesare Cremonini. È così che ho iniziato a cantare». «Non ho preso sul serio il discorso» Ed è così che possono nascere i piccoli fenomeni della musica, come Alessandro Casillo, appunto, il bambino prodigio di Io canto (dove trionfò nel 2011 a soli 14 anni, mentre l’anno successivo vinse il Festival di Sanremo Area Giovani) che oggi, a 17 anni, vanta curriculum e numeri degni delle pop star internazionali. 300mila i suoi fan su Facebook, 26mila i seguaci quotidiani sui social in generale, migliaia i dischi venduti, tanti i riconoscimenti tra cui Il Premio al Merito della Regione Lombardia e un nuovo successo, #ALE, l’ultimo disco in commercio dal 20 gennaio al prezzo speciale di nove euro e prodotto da Gabriele Parisi. Bello, gentile, educato, il Justin Bie ber della musica italiana (che, però, non conduce la vita sregolata del col lega canadese) ci confida i retroscena di un successo inaspettato. «Il mio segreto? Rimanere ogni giorno della mia vita me stesso, il ragazzo semplice della provincia di Milano che ama stare con gli amici e tirare calci al pallone. Infatti faccio anche parte della Nazionale Cantanti », dice. Come si svolge la tua giornata tipo? «Al mattino vado a scuola, frequento un Istituto Tecnico, al pomeriggio studio, esco con gli amici e poi vado agli allenmenti della mia squadra di calcio. Trascorro le giornate come un normale ragazzo di 17 anni». Con il pallone sei molto bravo, sei mai stato notato da qualche squadra importante? «Sì, è capitato per esempio con il Monza. Sono io però che non ho mai voluto prendere seriamente il discorso calcio, ho preferito puntare su altro, sullo studio e sulla musica». «Non sono troppo appiccicose» Adesso potevi essere un campione di Milan o Inter… «Mah, chissà. Meglio non saperlo, comunque sono felicissimo della mia vita e dei miei successi». Com’è nato tutto? «Da non crederci, mio fratello un giorno ha mandato il mio curriculum a Io canto, ovviamente a mia insaputa, e da lì feci le selezioni e iniziò tutto». E così, tantissimi i dischi venduti e il nuovo successo #A LE …«Sì si tratta di un album diverso, più maturo nei testi e nella musica. Non sono più l’Alessandro del Festival di Sanremo, sono cresciuto e credo che il cambiamento emerga chiaramente». Qual è, tra le nove tracce, il brano a cui sei più legato? «Certamente Niente da perdere, mi riconosco molto in quel testo». Questo è un periodo molto fortunato… «Poteva esserlo ancora di più: qualche tempo fa mi chiamarono per un provino come protagonista di Braccialetti rossi, sì proprio la fiction di cui parlano tutti in onda in queste settimane sulla Rai, però alla fine non se ne fece nulla. Devo dire che mi piacerebbe recitare e spero un giorno di poterlo fare continuando, però, a essere prima di tutto un musicista». Che rapporto hai con le tue fan? «Bellissimo, mi trattano tutte molto bene, mi fanno regali, sono sempre molto delicate e neanche troppo appiccicose». Essere un cantante, ti aiuta con le ragazze? «No, io vivo in un piccolo paese e per tutti sono semplicemente Alessandro Casillo. Dove abito, nessuno fa caso al fatto io sia un cantante, anzi non interessa molto, tantomeno alle ragazze…». Hai già vissuto il tuo primo amore? «No. Spero che un giorno arrivi, mi piacerebbe che una ragazza mi facesse battere il cuore. Ma magari non così presto…». C’è qualche showgirl che ti piace? «Sono stato ospite più volte da Federica Panicucci, mi piace molto». Fenomeno One Direction, che tu ricordi per il tuo stile: che ne pensi? «Sono andato a vederli qui a Milano, ma devo dire che non sono i miei preferiti». Chi ti piace allora? «Seguo molto Justin Timberlake e Justin Bieber. E, fra gli italiani, Ramazzotti, Pausini e Baglioni». Con chi duetteresti? «Se avessi la bacchetta magica, con Timberlake o con Laura Pausini».