Alessandro Borghese, che sarà giudice a Junior MasterChef Italia

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E’ pronto a vestire i panni di giurato a Junior MasterChef Italia, che esordirà giovedì 13 marzo in prima serata su Sky Uno. Nel frattempo, Alessandro Borghese si è divertito a portare le sue prelibatezze in una cucina allestita “on thè road” a Sanremo, in cui ha ospitato tanti protagonisti della kermesse canora, calamitando l’attenzione di curiosi, turisti e fan desiderosi di deliziare il palato con le sue appetitose creazioni. «Con i bambini mi sento bene» Alessandro, a breve ti vedremo nei panni di giurato a Junior MasterChef Italia: con quale spirito affronti questa nuova avventura? «Siamo tutti molto emozionati. I bambini in cucina hanno un modo di esprimersi diverso dagli adulti, così come differenti sono il loro candore e la loro competitività, rispetto ai concorrenti più grandi. Ci auguriamo che questo programma sia un cavallo vincente». Che cosa puoi dirci a proposito degli altri due giurati, ovvero Bruno Barbieri e Lidia Bastianich? «Bruno è un amico, oltre che un grande maestro. Quando ero ragazzino ho studiato sulle sue ricette, per me è un onore lavorare con lui. Lidia è una donna eccezionale, carismatica e forte, ma allo stesso tempo una nonna capace di dialogare con grande affetto con i bambini. Sono due compagni d ’avventura speciali, sono certo clic anche il pubblico a casa percepirà la nostra sintonia». Joe Bastianich, Bruno Barbieri e Carlo Cracco, i tre giudici di MasterChef Italia, sono molto amati dai telespettatori. Invece, da voi tre il pubblico che cosa deve aspettarsi? «Insieme ci divertiamo e scherziamo, ma siamo seri quando bisogna esserlo. Per i baby concorrenti io sarò come il fratello maggiore, Bruno darà giudizi tecnici, Lidia sarà l’esperta. Ma avrà modi rassicuranti, da nonna. Dirà sempre la giusta parola ai bambini, perche affrontano una gara da grandi». Tu e tua moglie, Wilma Oliviero, avete una bimba di due anni, Arizona. Essere padre ti ha permesso di avvicinarti ai piccoli concorrenti di Junior Master- Chef Italia con una sensibilità particolare? «Sì. Sono sempre stato bene con i bambini, ma certamente da quando sono diventato papà della mia piccola Arizona ho una componente paterna ancora più spiccata. Vedendo le baby concorrenti femmine in gara, mi è capitato di immaginare mia figlia alla loro età». I a tua bambina, da grande, seguirà le orme del suo papà? «In effetti, insieme ci divertiamo: ad Arizona piace già pasticciare in cucina con acqua e farina». Raccontaci di “Sanremo in Borghese”: che cos’è e com’è nato? «Ilo scelto di trasferire la mia cucina e II lusso della semplicità, la mia società di caloring, in strada, così da far assaggiare i miei piatti a tutti quelli che ne avevano desiderio. La location sanremese non è casuale, visto che sono sempre stato un amante della musica. Un esempio? La Sony ha prodotto Kìtchen Shuffle, un cofanetto con due cd e trenta brani a mio piacere, abbinati ad altrettanti piatti, che illustro in un ricettario. Ho un animo da rockettaro e, in questo album, ho inserito un po’ di tutto: dai System of a Down (gruppo musicale alternative metal statunitense, ndr) a Johnny Cash (cantautore, chitarrista e attore americano, scomparso il 12 settembre 2003, ndr)». «Sono cresciuto a pane e musica» La musica è una costante anche del tuo lavoro ai fornelli? «Certamente. Mi piace cucinare con un buon accompagnamento musicale. Ogni volta che si ascolta un brano, spesso lo si associa a un ricordo. Allo stesso modo, il profumo oppure il sapore di un alimento possono far tornare in mente qualcosa di piacevole o meno. Insomma, assaggiare un piatto o ascoltare una canzone può riportarci alla memoria forti emozioni: per questo motivo, sono convinto che il connubio tra musica e cucina sia perfetto. In più, a volte, la musica viene associata all’amore, ma anche cucinare è un atto d ’amore nei confronti di qualcuno». Considerata la tua grande passione per la musica, prima di diventare chef, hai mai coltivato il sogno di diventare musicista professionista? «A dire il vero non ci ho mai pensato. Però, devo ammetterlo: sono cresciuto a pane e musica. Mia madre (l’attrice Barbara Bouchet, ndr) aveva una grande passione per i vinili, ne possedeva diversi di Cat Stevens, che è stato ospite sul palco del Teatro Ariston proprio nell’edizione 2014 del Festival di Sanremo. Ho una vasta cultura musicale internazionale e mi sarebbe piaciuto imparare a suonare uno strumento. Avevo cominciato a studiare il sassofono, poi però la passione per la cucina mi ha impedito di proseguire. D ’altra parte, si tratta di due impegni che difficilmente si può coltivare con costanza nello stesso momento. Oggi mi diletto a fare un po’ di musica in cucina, suonando con le pentole e i mestoli!».