AlBano e Romina: Come 20 anni fà, ritrovano la loro complicità

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Dovevano essere un atto unico, quelle notti a Mosca. Per riannodare un filo spezzato bruscam ente, con dolore. Banalm ente per denaro, cu riosità. E invece l’hanno fatto di nuovo e di nuovo lo faranno, dall’altra parte della Cortina di Ferro, negli Stati Uniti e in Canada. Metafora perfetta di una guerra fredda finalmente finita. Atlantic City è la Las Vegas della East Coast, grazie ai suoi casinò e a un certo ostracismo alle leggi della “buona” morale si è guadagnata negli anni 2 0 il titolo di capitale del divertimento. Ancora oggi è un luogo di riferimento per i newyorkesi in cerca di svago, il posto ideale dove lasciarsi andare. E chissà che quest’atmosfera di vacanza, intesa com e sospensione dal reale, non ab bia contribuito a sciogliere ogni tensione anche tra Al Bano e Romina, saliti sul palco del Tropicana Casino & Resort per un nuovo concerto dopo le tre date che lo scorso ottobre fecero il tutto esaurito non solo nella capitale russa, ma anche sulle pagine dei giornali italiani e nei servizi alla Tv. Una reunion clamorosa, che Gente aveva annunciato in anteprima assoluta a inizio estate e che aveva sorpreso tutti. Per l’inatteso, da 18 anni gli ex c o niugi Carrisi non si esibivano insieme, per la ruggine sciolta e quella ancora visibile sul palco, un ingranaggio che fa an cora attrito. Le voci che cantano senza fondersi, gli occh i che hanno paura di guardarsi. Due entità separate e distanti. Questo succedeva però sei mesi fa, perché ad Atlantic City Al Bano e Romina sono apparsi diversi. Sorrisi, battute – «Devo restare?», chiede lei. «Vedi tu, se no chiam o una signora del pubblico», risponde lui – sguardi che si cercano, finalmente i corpi che si incontrano. «Su questa canzone ballavamo sempre», chiosa Al Bano sornione dopo l’inciso di We’ll li ve it again, lo vivremo di nuovo, prima di abbracciare la compagna di palco e farla roteare. «Sì, è vero, ci siamo sentiti più rilassati questa volta», ci racconta una Romina di ottim o umore. «Abbiamo rotto il ghiaccio, provato di più. Ad accom pagnarci c ’erano dei musicisti con i quali avevamo già lavorato, tutti bravissimi. È stata una grande festa, estesa a tutti quelli che sono venuti a vederci. Le persone ci ringraziavano, ma sono io a ringraziare loro. Non finirò mai di stupirmi che a b biano ancora voglia di vedermi cantare». Ed erano in tanti ad Atlantic City, oltre quattromila persone, tantissimi attesi a Montreal e alle cascate del Niagara, le ultime tappe di questo ritorno-atto secondo. «Esibirmi nel mio Paese è stato emozionante e commovente. Era già successo in passato, ma questa volta ha avuto un sapore più forte. Sicuram ente perché mancavo da così tanto…», riprende la Power. «In platea c ’erano persone arrivate addirittura dal Sud America per assistere al nostro concerto. Ci arrivava un’energia magica, un calore speciale. “Grazie a voi sono uscita dal tunnel della depressione”, ci ha detto una signora. Altre piangevano. Sentire parole come queste, vedere com e la musica riesca a farsi medicina, dà un senso alla vita. Eccole le vere soddisfazioni che vale la pena cogliere!». L’affetto di un pubblico che ha iniziato a seguire Al Bano e Romina dal 1974, che ha gioito dei successi e delle nascite, pianto con loro la scomparsa di Ylenia nel 1 9 9 4 , che non li ha abbandonati neppure dopo la separazione, prima artistica e poi affettiva. Che continua a sognare un’armonia di ritorno, e non solo in scena.

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