Alba Parietti: La conduttrice ha salvato un cucciolo invalido

«Nessuno voleva Venghi a causa di un problema all’anca che gli impediva di camminare», dice la showgirl che ha due gatti e un cane. «Non ho avuto il coraggio di abbandonarlo e con le mie cure è miracolosamente guarito, al punto che mi è venuto un dubbio: che stesse recitando per essere adottato?» Nel piccolo comune di Basiglio alle porte di Milano, oltre il quartiere residenziale di Milano 3, c’è un falso invalido. Non farebbe notìzia, visto che in Italia se ne scoprono decine al giorno, lo diventa se parliamo di un cane. Si chiama Venghi (dal verbo fantozziano) e si è sistemato davvero bene: vive a casa di Alba Parietti. È un breton di quasi tre anni, pelo maculato di marrone e divide le attenzioni di Alba, di suo figlio Francesco e della collaboratrice domestica (e fantastica cuoca) Sally con gli altri ospiti a quattro zampe dello zoo Parietti. «Sì, con Venghi ci sono Tato, un labradordù cinque anni, Pepita, un gatto di otto, e Papù, dal nome di una delle mie migliori amiche, un gatto di due», conferma Alba. «Da me gli animali hanno sempre trovato casa. Prima di questi c’era Gattoide, che c’è rimasto per 22 anni ed era il terrore dei miei ospiti a cena perché saltava sulla tavola e leccava tutti i piatti. E ancora Dudù che, come si vede dalla scelta del nome, ho anticipato Berlusconi: è una gatta che ha vissuto con me oltre vent’anni. Infine c’era Bebé, una cagnolina morta di paura dopo una rapina che ho subito nel 1997». Ma ci racconti la storia di Venghi. «Era la fine di dicembre del 2011 ed ero ospite di una trasmissione con Maria Vittoria Brambilla, allora nel governo Berlusconi e grande amante dei cani. Con noi tanti cuccioli, tutti adottati tranne quel piccolo breton che si trascinava faticosamente nello studio su «Nel mio lettone lascio dormire solo il gatto Pepito» tre zampe, afflitto da una displasia all’anca. A un certo punto con un colpo di teatro si è rovesciato pancia all’aria e non si è più mosso». E lei si è commossa? «Sì, ma è stata la Brambilla a spiazzarmi dicendomi: “Alba, prendilo tu se no finisce al canile e ci resta per sempre. Nessuno lo vorrà con questo problema”. Ho detto subito di sì, ma mentre il programma proseguiva mi chiedevo: “E adesso che faccio?”. Però, siccome sono di parola, sono uscita dallo studio col cane in braccio». E se lo è portato a casa con l’idea di tenerlo davvero? «Sì. Io, Francesco e Sally lo abbiamo sistemato in un angolo della casa, al piano terra. Lo abbiamo fatto visitare dal veterinario, gli abbiamo fatto le radiografie che hanno confermato la displasia, gli praticavamo spesso delle punture di analgesico e abbiamo addirittura pensato a un intervento chirurgico. Poi un giorno abbiamo provato a farlo camminare. E stato un disastro: arrancava, inciampava, guaiva, piangeva. Si rovesciava pancia all’aria e non si muoveva più». E gli altri ospiti a quattro zampe della casa come si comportavano? «Gli giravano attorno, lo annusavano, però gli hanno fatto sentire il calore di una vera famiglia». E questo è servito? «Certo, poco a poco prendeva forza. Noi lo portavamo fuori, lo costringevamo a camminare, a non avere paura e giorno dopo giorno mi sembrava che ci guardasse con sempre maggiore gratitudine. E io sono stata presa da un delirio di onnipotenza: mi sentivo utile». Venghi oggi salta e corre e fa le scale. «E dorme e mangia con Tato e i gatti, anche se Pepito è l’unico autorizzato a dórmire nel mio letto: è lui il mio fidanzato, lo sa e guarda gli altri con superiorità». Ogni giorno porta i suoi cani a passeggiare insieme? «No, è impossibile. Uno tira da una parte, l’altro da quella opposta. Facciamo i turni, ma Venghi è il più invadente, vuole essere sempre il primo e fa delle sceneggiate incredibili. Se ci sono Francesco e Sally ad aiutarmi usciamo insieme, altrimenti mi tocca la doppia passeggiata. Ma sono contenta: è come fare ginnastica». Come si comporta Venghi con i suoi simili? «Mentre Tato è tranquillo, Venghi ci prova con tutte e tutti, gatti compresi, tranne quelli di casa sua». Lei è spesso via, adesso sta partendo come opinionista per giornali e Tv per il Festival di Sanremo, chi si occuperà del suo zoo? «Francesco, Sally e la mia amica Lea». Come è nato l’amore per gli animali? «Dai miei genitori. Non c’era un cane o un gatto che non li avvicinassero con tranquillità ». E dei suoi uomini chi è stato quello che ha amato di più i suoi animali? «Premettiamo che se uno dei miei fidanzati avesse trattato male uno dei miei animali usciva di casa lui. Ma era Giuseppe Lanza di Scalea quello che li attraeva di più e quello che sopportava che i cani la mattina saltassero sul letto e lo svegliassero». Questo rito della sveglia continua? «Sì, io amo fare colazione a letto. Arriva Sally in camera seguita dai due cani». Perché ama tanto gli animali? «Guai ai miei fidanzati se non trattano bene i miei piccoli amici» «Perché a differenza degli uomini hanno il senso della riconoscenza». Ma Venghi era un falso invalido o sì è salvato perché ha trovato una famiglia? «Credo proprio per il secondo motivo. Ma se fosse anche stato un furbone è l’unico falso invalido non a carico della Stato, ma di un solo contribuente: io».