Al Bano: “Un uomo si spaccia per me e abborda ragazze in Romania”

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Non c’è mai stata guerra tra lui e la sua ex moglie Romina Power, assicura Al Bano. Che è si è sempre definito un uomo di pace, ma che oggi è pronto a sferrare un attacco. I destinatari della sua “azione bellica7? I “fake” (“falsi”, ndr) in circolazione sul Web che, spacciandosi per lui, hanno persino tentato di abbordare ragazze in Romania. II grintoso cantautore pugliese, che ammette di non avere familiarità con le moderne tecnlogie ci racconta questa disavventura e ci svela le sue emozioni a proposito della toccante esperienza in Giordania, al fianco delle figlie * Cristel e Romina jr, per il programma di Raiuno, Mission. E, a proposito di… missioni, Al Bano traccia con noi un bilancio di quella che fino a poco tempo fa veniva considerata da tutti una “missione impossibile”: riunire, almeno professionalmente, lui e la bella Romina. «Sì, il canto è una missione» Che cosa dicono le tue figlie impegnate con te in Mission? «Per averle qui con me non ho fatto alcuna fatica, hanno accettato subito e con grande entusiasmo. E, conoscendole, non avevo dubbi a riguardo. Queste sono esperienze talmente importanti che sono capaci di insegnarti la vita a partire dal cosiddetto “abc”. Io, da parte mia, ho sempre mostrato loro tutta la realtà che ci circonda, non solo quella fortunata in cui sono cresciute». In che modo? «Le mie figlie, così come tutte le loro coetanee, sono figlie delFepoca dei frigoriferi pieni. Io, invece, appartengo a una generazione che il frigo nemmeno ce lo aveva… Non a caso ho voluto che tutti i miei figli vedessero la casa in cui sono cresciuto io. Quando l’hanno visitata mi hanno chiesto subito perché avessimo deciso di togliere i termosifoni e io ho dovuto spiegare loro che non li avevamo e che la nostra unica fonte di calore, così come in tutte le case contadine delFepoca, era il caminetto. Quelle sono esperienze che ho vissuto e che resteranno per sempre patrimonio della mia memoria. Loro, fortunatamente, non le hanno vissute, ma è giusto che le conoscano»* Qual è stata la missione più importante che hai portato a termine nel corso della tua vita? «Credo che sia proprio quello che faccio. Il canto è missione, è “e-missione” e condivisione di sensazioni. La musica mi ha aiutato a combattere e vincere tante battaglie. Non ho mai usato il canto per fare soldi, ma come un uccello che sale in cima a un albero ho cantato per fare la mia speciale serenata a Dio e a me stesso. E quando è arrivato il successo, ho potuto dedicare il canto alla mia gente». Ti sei sempre definito un “uomo di pace” e tornare a cantare sullo stesso palco con Romina ha rapresentato davvero uno spartiacque importante nel rapporto con la tua ex moglie. «Non ho mai dichiarato guerra a Romina. Mai. E non lo farei con nessuno. Ogni tanto mi capita, però, di dovermi difendere, come sta accadendo proprio in questi giorni con una questione legata ai social network». «La gente deve sapere chi sono» A che cosa ti riferisci? «Questa cosa è successa su Facebook e mi piacerebbe davvero che voi la scriveste… Non ci capisco nulla di queste cose e non ho mai voluto imparare nemmeno ad accendere un computer. I miei figli ci passano ore e ore davanti: io, invece, ho sempre detto a me stesso che mai sarei diventato schiavo di questo aggeggio. Ho saputo, però, che c’è qualcuno sui social network che, scambiandosi per me, ha addirittura andato in Romania e voleva abbordare una ragazza. Per me è d’obbligo avere un atteggiamento di scontro verso chi ha brutte intenzioni… È un cretino, un malvagio, altro non può essere, che ha bisogno di pubblicità e che non ha rispetto di nessuno… ci sono anche bambini che leggono e voglio che la gente abbia un’idea chiara di chi sono io». «Lo faccio per i figli più piccoli» In una recente intervista televisiva Romina Power non ha chiuso la porta all’eventualità di tornare a esibirsi anche in futuro con te e magari qui da noi in Italia. «Arrivano richieste da ogni parte del mondo. Io ho grande rispetto per la madre dei miei figli e per quel passato meraviglioso che c’è stato, sul quale poi è calata la notte. Grazie a quel dolore, ho scritto, però, canzoni incredibili. Il mio lavoro è rendere felici gli altri e in questo senso qualcosa insieme potremmo ancora farla, perché no. Certo dirlo ora è ancora presto, però…». Che ricordi conservi dei giorni trascorsi in Russia? «È stato un avvenimento importante, visto che erano anni che non condividevamo lo stesso palco. Ho riflettuto tanto sul fatto che le parole delle nostre canzoni all’epoca avevano un significato prima per noi e poi per il pubblico. Oggi quella valenza particolare per noi non c’è più per ovvie ragioni, m a. per il pubblico, invece, era come se fosse ieri…». I tuoi figli erano con te, non la tua compagna, Loredana Lecciso. «Loredana è una donna intelligente e, come molti, anch’io ho apprezzato l’eleganza del suo gesto». Anche mamma Iolanda ha affrontato la trasferta russa… «E stata spesso con me in Russia e l’ho portata anche in quest’ultima esperienza. Appena glielo ho detto, ha risposto di sì, precisando, però, che il biglietto se lo sarebbe pagata da sola, altrimenti non sarebbe venuta. È una donna dalla forza immensa e dai principi saldissimi ». Sulle future nozze con Loredana Lecciso, hai detto che farai questQ passo soprattutto per i tuoi figli più piccoli, «I miei figli più grandi hanno un documento che certifica che il loro papà e la loro mamma si sono sposati. Credo sia giusto che lo stesso avvenga per i più piccoli, che non devono apparire come “figli di serie B”. Facciamoli crescere e poi vediamo, i tempi sono ancora lunghi. Quel che è certo è che non penso a un matrimonio con fiori, carrozze e abiti eleganti. Sarà, se sarà, tra di noi. Sarà qualcosa di intimo e fatto in casa». A proposito di famiglia, che cosa puoi anticiparci del programma che ti vedrà protagonista su Raiuno a dicembre e il cui titolo provvisorio è Find my family? «E interessante e ho visto il format originale olandese. La trasmissione ruota su alcuni membri di famiglie che il destino ha voluto separare. Ho visto, per esempio, la storia di due gemelli che, a loro insaputa, vivevano a quindici chilometri di distanza l’uno dall’altro affidati a due famiglie diverse. Sono immagini toccanti e sono convinto che, se qualche unione è possibile anche attraverso il mezzo televisivo, ben venga»