Al Bano: «Il miglior matrimonio con Loredana? E’ quello dei pensieri»

Buy Photoshop CC: The Missing Manual By on 4 maggio 2014
Albano.roma 19.02.06 - Studio 4 Dear  Domenica In

purchasing book report E’ pronto a festeggiare un compleanno diverso da tutti gli altri, Albano Carrisi: il prossimo 20 maggio, il celebre cantante pugliese soffierà 71 candeline direttamente dal palcoscenico del Teatro della Luna di Assago, Milano, dove si esibirà in un concerto benefico dedicato ai bambini cambogiani. Il ricavato, infatti, sarà interamente devoluto alla Onlus II Nodo Cooperazione Internazionale, che dal 2008 è operativa in uno dei Paesi più poveri dell’Asia per garantire ai giovanissimi abitanti cibo, acqua potabile, istruzione e possibilità di intraprendere mestieri dignitosi. In questa intervista esclusiva, Al Bano, da sempre sensibile alle cause umanitarie, ci illustra il proprio impegno da testimonial in questo progetto di solidarietà che verrà presentato nel giorno dei suoi 71 anni. Un’occasione non per ricevere, ma per fare un grande regalo a chi, senza assistenza primaria e sostegno morale, diffìcilmente avrebbe una vita lunga e serena. «Un evento diverso dagli altri» AI Bano, per te il 20 maggio sarà un compleanno all’insegna della generosità. Ci parli di questa Onlus? «Sì. Invece di fare le solite festicciole, per il mio compleanno stavolta farò qualcosa di molto importante: canterò per i bambini della Cambogia. La mia è una goccia d’acqua in un oceano, però si comincia sempre dal basso per arrivare il più in alto possibile. La parola “Nodo” ha un significato profondo: è l’incontro fra due popoli, fra Occidente e Oriente. Vuol dire semplicemente solidarietà, essere vicini a chi ha bisogno in modo costruttivo. Questa Onlus opera in Cambogia per aiutare i giovani meno fortunati a lasciarsi alle spalle la povertà e l’ignoranza e ha diversi progetti: scuola di design sociale, filtri di potabilizzazione dell’acqua, corsi d’igiene nei villaggi, alfabetizzazione di bambini nelle zone rurali, sostegno a mamme e bambini nelle carceri. Insomma, un aiuto a trecentosessanta gradi». Quali brani canterai al Teatro della Luna? «I più famosi del mio repertorio, da Nel sole, il brano che mi ha reso celebre nel 1967, fino ai più recenti E la mia vita e Amanda è libera. E non mancheranno gli altri “grandi classici”. Inoltre canterò alcune canzoni nuove dedicate al mondo dell’infanzia e riporterò in auge Bambini (il mondo degli angeli). E un brano toccante, scritto vent’anni fa da Maurizio Fabrizio, che purtroppo è passato inosservato. Io non mi arrendo e continuo a proporlo come manifesto canoro del mio progetto in favore dei più piccoli». Sarai accompagnato dai bambini del ( oro di voci bianche Italo Calvino. Sarà la prima volta che canterai con loro? «Non li ho ancora conosciuti, ma mi hanno detto che sono molto bravi. Con loro canterò Il Paradiso dov’è, Va pensiero del Nabucco di Verdi e Ave Maria di Gounod». Insomma, il regalo più bello non lo riceverai tu, ma lo regalerai a tanti bambini sfortunati. «I bambini vanno sempre, dovunque e comunque aiutati. Però, se ci penso, forse sono loro che aiutano me, piuttosto che il contrario». «la fede ti dà le risposte che cerchi» Quanto conta la fede religiosa per realizzare questi progetti così belli? «Io penso che la fede sia una grande fortuna, il più grande dei miracoli. Personalmente, nella mia vita, con la fede ho avuto rapporti alterni, come credo un po’ tutti ne hanno avuti. Momenti in cui mi domandavo perché una cosa spiacevole fosse accaduta proprio a me. Invece puoi recuperare la fede proprio quando il tuo senso religioso viene messo a dura prova. E ogni tanto dovremmo domandarci se siamo uomini di fede perché ci fa comodo o perché ci crediamo veramente. Quando ci credi, la risposta che cerchi ti arriva». Faresti un appello ai tuoi colleghi famosi per aderire ad associazioni di solidarietà? «Non ho la presunzione di fare appelli ai miei colleghi, perché so già che la maggior parte di loro collaborano a qualcosa di importante in favore del prossimo. Non voglio passare per il capolista, anzi, mi piacerebbe che queste opere benefiche passassero quasi inosservate. Ma siccome più sensibilizzi il prossimo meglio è, approfitto della notorietà per fare qualcosa di bello. I drammi dei bambini non stanno solo in Cambogia. Problemi analoghi ci sono in Sudamerica, in India, ma anche qui in Italia. Quindi dobbiamo riscoprirci generosi, come dice papa Francesco, che rappresenta un esempio umano e umanitario di immensa grandezza. Lui ha molto a cuore i poveri del mondo. Il suo messaggio d’amore è di una semplicità disarmante». Hai già incontrato papa Francesco? «No, non ho ancora avuto l’onore di incontrarlo dal vivo, ma non vedo l’ora perché so che quel momento arriverà molto presto. Per l’indimenticato, e ora Santo, Giovanni Paolo II ho cantato ben sette volte». E che cosa canteresti a papa Bergoglio? Ci hai mai pensato? «Più che altro mi piacerebbe sapere qual è il brano che gli piacerebbe ascoltare e io glielo canterei». «Andrò molto presto in Cambogia» Tornando alla Onlus: sei mai stato in Cambogia? «No, ma ci andrò presto. La povertà è dappertutto. Ricordo quando andai a Lima, in Perù: mi trovai di fronte a una montagna di immondizia che si elevava nella periferia della città. I bambini raccattavano nei rifiuti per trovare delle cose da vendere. Mi sembrava una bolgia dantesca. Ed è un film che ricorre spesso nei miei ricordi». Un appello ai nostri lettori, però, lo puoi lanciare? «Certo. Se volete, date anche un solo euro, perché con quella moneta un bambino può mangiare e andare a scuola. Bisogna essere tutti testimonial ed essere felici di ciò che abbiamo, perché c’è chi non ha niente e non ha neppure un futuro». Sei ambasciatore della musica italiana nel mondo. Scenderesti mai in politica?«No, grazie. Conosco bene i politici, la politica non è il mio campo e stonerei. Secondo me, tutti i cosiddetti “onorevoli” dovrebbero prendere spunto proprio da papa Francesco. Anzi, in ognuno di loro ci deve essere un pizzico di questo straorindario pontefice. Bisogna fare della politica una chiesa dove ogni italiano può trovare la pace, liceo, perché non istituire il ministero della pace?». «Quel pezzo df carta non serve a nulla» Un’ultima domanda: a quando le nozze con Loredana Lecciso? «Il miglior matrimonio è quello dei pensieri: quando due persone vanno d’accordo, non c’è bisogno di scriverlo su un pezzo di carta».

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