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Dopo Abbiati e i due centrali di difesa, Nigel De Jong è il giocatore che ha giocato di più in questo avvio di stagione rossonera. Un segno evidente dell’importanza che l’olandese ormai ricopre nella squadra e che il lungo infortunio ha consolidato, nel senso che lo ha fatto tornare in campo ancora più determinato e deciso di prima. L’assenza gli ha consentito, infatti, di studiare il campionato italiano, di comprendere fino in fondo le differenze con le altre “leghe” in cui ha militato (Inghilterra, Germania e Olanda). E di assumere quel ruolo di leader del centrocampo che gli ha riconosciuto anche Frank De Boer , allenatore dell’Ajax. «De Jong è la serratura della porta ha detto il tecnico dei Lancieri – distribuisce palloni facili e fa sempre la cosa giusta. Dà forza al centrocampo e oltre al duro lavoro è anche un ottimo giocatore». EMOZIONE Malgrado debba ancora compiere 29 anni, l’olandese ha esperienza da vendere. Amburgo, Manchester City e adesso Milan sono le sue esperienze post Ajax. Ma affrontare la squadra in cui è cresciuto ed è diventato calciatore è sempre qualcosa che dà sensazioni differenti. «Lo riconosco, sono molto felice di giocare davanti a quello che è stato il mio pubblico. Sarò emozionato, ne sono certo, ma appena l’arbitro fischierà l’inizio, la mia emozione dovrà convertirsi in concentrazione: è una gara delicata, contro una squadra giovane e, di conseguenza, molto affamata. Dovremo avere molta pazienza». Dopo il Psv nel play off preliminare, ecco un’altra formazione olandese sulla strada di De Jong: «In fondo sono squadre che giocano un calcio simile. La gioventù e la corsa sono la loro forza». MIGLIORARE De Jong si è poi soffermato sul momento che sta attraversando il Milan: «E’ vero, i risultati non sono stati particolarmente brillanti. Ecco perché sono convinto che si possa migliorare e anche facilmente. Due settimane, in particolare, hanno rappresentato per noi un punto basso, ma già con la vittoria sulla Sampdoria abbiamo capito che siamo sulla strada giusta. Adesso non ci resta che vincere anche in casa dell’Ajax, per ottenere un duplice risultato: mettere una bella ipoteca sulla qualificazione in Champions League e dimenticare definitivamente le difficoltà del recente passato». Tra Ajax e Milan, comunque, le differenze non sono poche: «L’Ajax è una squadra molto forte e gli scudetti che ha vinto a ripetizione lo dimostrano. Però Milano rappresenta per me un’esperienza bellissima: ecco perché mi vedo ancora nel Milan, in futuro. Noi abbiamo più esperienza, l’Ajax un enorme entusiasmo: sono contento di tornare a giocare qua e ho già spiegato ai miei compagni che bisogna avere rispetto di questa squadra. Fischer è il giocatore di maggior classe, ma è il collettivo da tenere sotto controllo».ALLE SPALLE L’infortunio al tendine d’Achille è ormai un ricordo. Un infortunio, però, dal quale ha saputo trarre anche gli aspetti positivi: «Sì, è vero, lo stop mi è servito a diventare più forte. Volevo che fosse così, quando mi sono fatto male. Il campionato italiano è diverso dalla league inglese e quando mi sono fatto male stavo cominciando a capirlo. Durante la mia assenza ho potuto studiare il calcio, sono tornato fisicamente al meglio e anche la squadra ha trovato fiducia con me. Mi sono allenato per tornare a questo livello e spero di poter fare ancora meglio».
L’ALTRO EX Ma nel Milan c’è anche un altro ex lanciere. Urby Emanuelson , che però potrebbe andare inizialmente in panchina: «Sarà bello sfidare l’Ajax, ci saranno tanti amici e parenti presenti in tribuna. Il mister ultimamente mi alterna a sinistra con Constant , ma io continuo a fare del mio meglio per giocare e indubbiamente sarebbe più semplice avere un ruolo ben definito». Quanto ad un eventuale ritorno all’Ajax, l’olandese non lo vede imminente: «Penso sia ancora presto per tornare».

Se sabato sera Christian Abbiati ha toccato quota 331 gettoni in maglia rossonera diventando il portiere più presente della storia del Milan (superato Sebastiano Rossi a 330 e staccato colui che l’ha costretto a molti anni in panchina o da emigrante a Torino e Madrid, Nelson Dida , fermo a 302), lo deve a una parata in Champions League. Era la notte del 13 maggio 2003 e Abbiati, sostituto di Dida fuori per infortunio, nei minuti finali della semifinale di ritorno contro l’Inter fermò col parastinco una conclusione a botta sicura di Kallon , regalando così la finale al Diavolo che a Manchester, ai rigori, batté la Juventus. Storia, che Adriano Galliani non smette di ricordare quando parla del numero 32 il quale, grazie a quella parata, come dice l’amministratore delegato, «ha ottenuto una polizza a vita e rinnovi contrattuali infiniti». Questa, però, per svariati motivi, potrebbe essere una stagione differente per Abbiati che in casa ha un rivale “spinto” da diverse correnti all’interno del club – il giovane brasiliano Gabriel , che se non si fosse fatto male in estate forse avrebbe già operato il sorpasso -, ma che potrebbe averne presto uno nuovo proveniente dall’estero, dal mercato di gennaio (o giugno) e allora sì che sarebbero dolori. Secondo il quotidiano “Sport” – quindi solitamente vicino agli affari del Barcellona e felice di mettere zizzania nell’ambiente del Real Madrid – il Milan avrebbe preso contatti con l’ entourage di Iker Casillas , titolare della nazionale spagnola, ma ormai da un annetto riserva nella sua squadra di club.

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