Adriano Celentano e Claudua Mori: Sposi d’oro

Cinquantanni insieme e quattro volle sposi. Adriano Celentano e Claudia Mori non sono tipi che si accontentano. Quindi, a distanza di dieci lustri dalla prima volta, hanno voluto ribadire, a loro stessi, ai tre figli, agli amici e ai fan: “Siamo la coppia più bella del mondo”. Già l’avevano fatto per i 25 anni, per i 40, e ora che sono saliti sul podio dorato dell’olinipiade del cuore hanno festeggialo in modo spettacolare. Il 14 luglio, in un’assolata Bellagio, sul lago di Como, il Molleggiato e la sua sposa si sono ripresentati in chiesa. Lui con l’adorata camicia cangiante, i pantaloni morbidi, la T-shirt blu e gli occhiali con le lenti in tinta; lei con abito nero e giacca porpora, i capelli raccolti in uno chignon, la croce d’oro al collo, regalo del marito, una borsa trasparente in una mano e nell’altra un bouquet di rose bianche. E un’emozione visibile, quasi tenera, nel ritrovarsi ancora lì, ancora insieme, per rinnovare un’altra volta l’amore e la loro promessa.

La giornata è stata lunga, intensa, iniziala con una sveglia anticipala nella villa di Galbiate, in Brianza, e terminata con il buio del lago di Como squarciato dai fuochi d’artificio. Per oltre 12 ore i Celentano sono stati protagonisti assoluti di una sorta di all day long pieno di sentimento che è iniziato con una Messa celebrativa nella basilica di San Giacomo, a Bellagio, ed è proseguita nelle sale del Grand Hotel Villa Serbelloni per un pranzo con piatti di terra e di mare. Nel pomeriggio, nuova location: è stata Villa Corte del Lago, a Limonta, a fare da cornice a un aperitivo-cena e serata danzante con giochi pirotecnici finali, grande passione di Adriano. Accanto a loro c’erano i tre figli, Rosita, con il fidanzato Angelo Vaira (fondatore di Thinkdog, scuola cinofila), Giacomo, con la moglie Katia e il figlio Samuele, e la terzogenita Rosalinda. Poi gli amici storici, i collaboratori di una vita, l’eterno Gianni Morandi e la moglie Anna, Milly e Massimo Moratti, Marisa Lauri- Io, Michi Del Prete, storico paroliere del Clan.

C’erano tutti, tranne uno: padre Ugolino Vagnuzzi, l’uomo che in gran segreto li unì in matrimonio alle tre del mattino del 14 luglio di 50 anni fa. Molto più di un prete, per i Celentano, quasi un amico, un confidente, un padre spirituale cui sono affezionatissimi. Lo avevano invitato alla festa, si erano offerti di mandargli una macchina a Fiesole, dove vive. Ma lui, 90 anni di lucidità e qualche acciacco, ha preferito evitare lo strapazzo del viaggio. Però con il cuore era lì, sul lago di Como. Padre Ugolino ha sigillalo un’unione, l’ha vista crescere, maturare, vivere momenti di sole e attraversare tempeste. Uscendone più forte di prima. «Adriano e Claudia li ho sposati tre volte: il primo matrimonio cinquant anni fa, poi le nozze d’argento al Santuario cappuccino della Verna, il terzo per i quarantanni, a Perugia da Mogol. Mi sarebbe piaciuto fare il “poker” e sentirli dire “sì” per la quarta volta, ma gli acciacchi dell’età me l’hanno impedito. Così ci siamo parlali per telefono. Però ho scritto loro una bella lettera per augurare a entrambi ogni bene. Se lo meritano».

Di quelle nozze segretissime del 1964 è la stessa Claudia a parlare nel libro Due guerrieri innamorati. Novanta pagine di cadeau realizzato da lei ed edito da Bompiani, peri 50 anni con Adriano. Foto, ricordi, aneddoti di una vita insieme. In una delle prime pagine racconta: «Quel giorno sembravamo due ragazzi alla prima comunione. Litigammo poche ore prima. Avevamo deciso che il matrimonio dovesse essere segreto perché Adriano era rimasto scioccato nel vedere l’immensa folla alle nozze di Peppino di Capri». Claudia si sposò con un abito cortissimo perché aveva sbagliato a dare la misure. Edentro alla stoffa candida che le accarezzava il corpo cera già il cuore della loro primogenita, Rosita, che batteva. Sarebbe, infatti, nata 7 mesi dopo. Usciti dalla chiesa, gli sposi si tolsero le fedi. «Non ci piaceva quel cerchiolino borghese attorno alle dita», scrive lei nel libro. Tolte e mai più rimesse. Allergici agli status e alle convenzioni, ma tradizionali nel profondo, i Celentano hanno fatto della famiglia il loro credo e del lavoro insieme la loro forza.

Chi era presente alla festa ha notato con quale gioia i tre figli hanno partecipato alle celebrazioni e con quale tenerezza Adriano e Claudia si rivolgevano a loro e al nipoti- nodi 10 anni. Il nonno lo sbaciucchiava, lo teneva vicino. Chi lo conosce bene sa che lui e Samuele, quando si incontrano a Galbiate, fanno lunghe partite a bocce e sessioni di… solletico. Lui ha sempre desiderato una super famiglia: «Vorrei tanti figli. Una squadra di calcio. Che ne pensi?», aveva chiesto alla moglie 49 anni fa. «Ebbi tre cesarei in tre anni. Per questo ci dovemmo fermare. I nostri figli sono il nostre grande amore visibile e sono l’eternità». scrive la Mori nel libro. E l’eternità sono anche un po’ loro. Adriano e Claudia. Che hanno sorriso per tutta le giornata insieme ai loro amici, che hanno guardato gli ospiti divertirsi e ballare al ritmo delle musica anni 80 suonata dal vivo da una band. E che hanno voluto una torta di panna a tre piani, che è stata tagliata Ira gli applausi.

“Operazione” che è stata accompagnata da un coro spontaneo degli amici: “Siete la coppia più bella del mondo”, hanno cantato tutti. Claudia sorrideva fiera. Adriano, un passo indietro, sembrava il più commosso. Guardava i presenti, poi si rivolgeva alla sua sposa. E sembra quasi di sentirlo cantare: lo non so parlard amore, l’emozione non ha voce”. A chi chiede alla signora quale sia il segreto di un’unione tanto longeva, lei risponde: «Non ho nessuna ricetta, l’unione fra due persone è un mistero». Ma scrive del marito: “Sei l’unico uomo che avrei potuto sposare, felice ogni giorno di averlo fatto. Ad ri, non posso immaginare la mia vita senza te”. La festa è finita. I fuochi d’artifìcio infiammano il cielo. Adriano a Claudia salutano gli ospiti e tornano a Villa Ser- belloni per la notte. E ancora sembra seni irlo cantare: ‘Tra le mie braccia dormirai serenamente/ed è imporante questo sai per sentirci pienamente noi”.