Accoltella la sua socia in palestra fermato l’ex pugile Loris Stecca

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Tirava pugni per essere il migliore finché non è stata la vita a prenderlo a cazzotti. E la parabola del campione che credeva di poter vincere tutto è finita con il carcere: il pugile Loris Stecca, classe 1960, primo al mondo nella categoria supergallo della Wba 1984, da ieri sera è in carcere per tentato omicidio. Ha accoltellato all’addome Roberta Cester, 48 anni, sua socia nella palestra a Viserba di Rimini intitolata a lui e specializzata nella boxe, nelle arti marziali e nel fitness. Dissidi sulla gestione dell’azienda e motivi economici, pare: lui pretendeva di incassare i diritti d’immagine proprio perché quel luogo portava il suo nome. Ragioni che già ieri mattina erano diventate motivo di una lite furibonda fra i due, finita a spintoni e con lei caduta dalle scale. La donna ha chiesto l’intervento dei carabinieri ma non ha fatto in tempo a tornare in caserma per formalizzare la denuncia e aprire così una causa penale per essere stata spinta. Quando i carabinieri se ne sono andati, comunque, i risentimenti sembravano messi da parte. E invece Loris stava soltanto covando vendetta. Ieri pomeriggio si è ripresentato in palestra, è rimasto per qualche minuto seduto e tranquillo sui divanetti all’ingresso e all’improvviso le si è avvicinato impugnando un coltello. Un colpo solo, alla pancia. Poi un tentativo di fuga, così raccontano i tanti che hanno visto uscire la donna dal bancone della reception, sfilarsi da sola il coltello e tenersi le mani insanguinate sull’addome. Il pugile è stato fermato da uno degli istruttori e a quel punto è rimasto fuori dalla porta a guardare il vuoto e ad aspettare la pattuglia della polizia. Mentre lo interrogavano lei è stata sottoposta a un intervento chirurgico. I medici sono cauti e si sono riservati la prognosi ma la donna non dovrebbe essere in pericolo di vita. Dopo i titoli e la fama guadagnati negli anni Ottanta, per Loris la vita è stata una faticosissima salita. A cominciare dall’incidente stradale del 31 gennaio 1989. Un’auto lo investì sulle strisce pedonali, lui rimediò diverse fratture alle gambe e la sua carriera finì sotto quelle stesse ruote, con la revoca della licenza di pugile. Fine della gloria, dopo il record di 55 vittorie, due pareggi e due sole sfide perse contro il portoricano Victor Callejas. Il campione del mondo dei supergallo richiamò Callejas molti anni dopo, nel 2007: «Gli ho detto che rientro» annunciò lo stesso Loris in un’intervista alla Gazzetta dello Sport. «Mi ha chiamato loco, pazzo, però è contento: al primo match titolato, verrà al mio angolo». Quel match non c’è mai stato. Nemmeno quando sembrava possibile con la richiesta di una nuova licenza a San Marino che però alla fine gliela negò. E lui, senza ring, senza lavoro e senza soldi, si ritrovò sul cornicione di una galleria della A14, fra Riccione e Cattolica, a gridare al mondo che si sarebbe buttato giù. Era l’8 marzo del 2008. Riuscirono a fermarlo due agenti della polizia stradale e l’ex campione spiegò che quello era stato il suo modo di protestare contro l’attesa infinita dei risarcimenti dopo l’incidente che lo aveva costretto a chiudere la carriera e dopo la denuncia per falsa testimonianza di cui era stato accusato dalla ex moglie. Ne era uscito assolto ma aveva investito tutti i suoi risparmi nel processo e aveva visto allungarsi a dismisura i tempi della causa civile per l’indennizzo. «Non è giusto» ripetè come un disco rotto la mattina del cornicione. E si scusò per aver mandato in tilt il traffico autostradale. «Per un attimo ho visto nero e ho pensato di saltare giù perché sto subendo un’ingiustizia da vent’anni» disse mentre suo fratello Maurizio (campione olimpico) lo portava via. E ancora: «So che ho commesso qualcosa di grave, che non dovevo fare, ma voglio che la gente capisca che sono esasperato, non ne posso più». Esasperato e depresso. Dopo quell’episodio ha provato un’altra volta a ripartire daccapo. Si è dedicato a iniziative di solidarietà e ogni tanto è tornato a far parlare di sé. Come quando sfidò a un incontro di pugilato Fabrizio Corona, indispettito dalle sue continue dichiarazioni anti-italiane. Mai avrebbe detto di poter condividere un giorno qualcosa con Corona. La condizione di detenuto, da ieri.