A Milano l’incoronazione di Renzi Il percorso per arrivare alle riforme

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ROMA—Occhi puntati sulla Fiera di Milano, dove oggi Matteo Renzi sarà ufficialmente insediato come segretario del Pd. E appunto per questo che da lui, dopo il passaggio della riforma elettorale alla Camera, si attendono, tra l’altro, indicazioni sul modello con il quale avviare il negoziato tra gli alleati di governo estendendo poi agli altri un’eventuale intesa. Intanto ieri, il sindaco di Firenze ha fatto irruzione a sorpresa nella sede del Pd durante la conferenza stampa nella quale Roberto Giachetti ha annunciato l’interruzione dello sciopero della fame cominciato a ottobre per chiedere la riforma del Porcellum. Che cosa abbia in mente di fare al riguardo Renzi non è ancora chiaro. Qualcosa, però, già trapela e lo rivela la responsabile per le Riforme del Pd, Maria Elena Boschi. «Facciamo il doppio turno con chi ci sta», afferma l’esponente renziana convinta, come del resto l’intero gruppo dirigente del partito, che la riforma vada fatta subito e non si aspetti «l’iter delle riforme costituzionali, a partire dall’abolizione del bicameralismo». Il proposito è quello di arrivare a fare approvare un nuovo sistema prima delle elezioni europee previste in maggio. Del resto, all’interno della maggioranza tutti sono d’accordo che si debba procedere rapidamente all’individuazione di un sistema di voto che sostituisca il Porcellum. Anche Angelino Alfano, che guida il Nuovo centrodestra, è di questo avviso. «Vogliamo — dice enunciando alcune linee guida—una legge che salvi il bipolarismo. Siamo affezionati all’idea che o si sta di qua o di là. Noi stiamo nel centrodestra per rappresentare una grande novità, ispirandoci ai valori del 1994», ai valori che spinsero Silvio Berlusconi a scendere in campo con la «gioiosa macchina da guerra» di Occhetto. Alfano ribadisce che «gli elettori devono sapere chi è il capo dell’esecutivo, devono conoscere prima da chi è composta la coalizione e chi la guida. Ecco perché ci piace l’idea del “sindaco d’Italia”». Un modello che può costituire una base per avviare un negoziato, tanto che Maria Elena Boschi si dichiara «ottimista». Siamo ancora alle schermaglie perché un negoziato vero e proprio non è ancora cominciato, anche se, come ricorda il presidente della Camera Laura Boldrini, «ora ci sono le condizioni più favorevoli per uscire dallo stallo e quindi per farla», negando che il passaggio a Montecitorio del provvedimento sia da considerare uno «scippo». In ogni caso, un tema da chiarire è se si debba modificare anche la Costituzione, assieme al modello elettorale. Il centrodestra, per esempio, sostiene che parallelamente vada ridotto il numero dei parlamentari e abolito il bicameralismo paritario. La Boschi rimarca, invece, che la priorità è mandare in soffitta il Porcellum. Nel frattempo, Silvio Berlusconi, dopo avere difeso lo stesso Porcellum, ieri ha cambiato idea proponendo un ritorno al Mattarellum: «Bastano pochi mesi per farlo». In questo contesto nel quale si tenta di avviare un negoziato, Pier Ferdinando Casini guarda con sospetto l’attivismo del neosegretario del Pd. Renzi, denuncia Casini, «fa trasferire la legge elettorale dal Senato alla Camera facendo così venire meno un accordo di maggioranza per sostituirlo con un altro accordo trasversale». Ed ecco il punto. «Ho molti dubbi— sintetizza Casini — sulla onestà e serietà di questi propositi realizzati con un’intesa tra Pd e Movimento 5 Stelle»